Panasonic Lumix GM5, la micro compatta con il mirino elettronico

AccessoriWorkspace
0 0 1 commento

IN PROVA – Panasonic Lumix GM5 è l’ultima proposta nel sistema delle ultracompatte micro quattro terzi con obiettivi intercambiabili. Interessante la proposta del mirino elettronico anche in questa grande ‘minuscola’

Per un buon intervallo di tempo Lumix GM1 è stata tra la nostre preferite come compatta con obiettivo intercambiabile. In occasione della prova avevamo messo in evidenza l’assoluta pulizia e sobrietà del design e avevamo poi individuato nel modello Lumix GM5, presentata al Photokina 2014, l’erede perfetta perché in grado di mutuare anche caratteristiche da un’altra mirrorless, la Lumix GX7. Oggi è sul banco di prova proprio Lumix GM5, che noi proviamo nella versione K con in dotazione Lumix G Vario 12-32 mm asferico. Abbiamo affiancato per il nostro test anche un’interessante e importante ottica Leica DG Summilux 25 mm f 1.4, un altro obiettivo asferico.

Iniziamo a dare un’idea delle ‘micro’ dimensioni di questa mirrorless. Lumix GM5, si presenta in livrea scura, con telaio in lega di magnesio. Anche il guscio è in metallo, rivestito parzialmente da un materiale similpelle applicato alla parte frontale in due colorazioni nera e rossa. La fotocamera pesa appena 211 grammi e misura 6cm di altezza per 3,6 di profondità, per 10cm di larghezza (senza obiettivo). Non è quindi ancora la più piccola nel catalogo Panasonic, perché la Lumix GM1 mantiene il primato. Lumix GM5 però dispone di mirino elettronico e, pur rinunciando al falsh integrato, è dotata di slitta a contatto caldo.

 

Lumix GM5 le misure
Lumix GM5 le misure

Sul profilo superiore due sono le ghiere: quella per selezionare la modalità di esposizione e quella per impostare la tipologia di messa a fuoco (AFS-AFC-MF), tra le due c’è il pulsante di scatto con alla base il selettore On/Off. A questa seconda avremmo preferito certamente la ghiera per la compensazione dell’esposizione, che a nostro parere è fattore critico al servizio della creatività più della modalità di messa a fuoco

La bella e gradita novità arriva visitando la disposizione dei comandi sul dorso: come nella GM1 si trovano infatti il jog shuttle e i due tasti Display e Cestino, in alto è posizionato il tasto per attivare le riprese video, ma sul profilo superiore del dorso trovano spazio il tasto per attivare LiveFindViewer (con correzione diottrica), il WiFi, oppure i relativi tasti Funzione, e affianco a questi si trova il tasto per la riproduzione delle foto.

Appena più a destra, con grande cura per l’ergonomia ecco comparire una ghiera di selezione che si può ruotare, ma anche premere per sfogliare tra i diversi valori da impostare e premere per selezionarli. Sul profilo destro, protetti dal consueto sportellino si trovano i terminali per la connettività microHdmi e USB 2.0 (si tratta di un connettore micro USB maschio tipo A a 5 pin). Ricordiamo ancora che Lumix GM5 è dotata di connettività Wifi integrata, vedremo più avanti la comoda implementazione per il collegamento con i dispositivi. Sulla base, come sempre in questa famiglia, c’è il comparto per le schede SD e la batteria. Nella confezione si trovano il corpo macchina, l’obiettivo, il copriobiettivo, il caricabatterie, il cavo USB, la custodia per il piccolo flash di servizio e il relativo flash da innestare sulla slitta a contatto caldo da cui attingerà l’energia per funzionare (il flash non ha bisogno di batterie proprie), infine la cinghia come tracolla. Nel cd incluso si trovano il manuale in diverse lingue, LoiLoScope per Windows in versione trial, SilkyPix Developer Studio 4.2 SE e PhotoFunSTUDIO 9.6 PE.

Lumix GM5, esperienza d’uso e specifiche

Alcuni rilievi immediati alla prima accensione. Innanzitutto è un attimo apprezzare che Lumix GM5 riallinea quasi perfettamente l’esperienza tra l’inquadratura tramite mirino elettronico e il display posteriore. Non è un dettaglio di poco conto. perché la fotocamera è altresì avida di energia, e la possibilità di preservare la batteria inquadrando direttamente con il mirino elettronico, finalmente, non è più una seconda scelta scomoda, ma una reale possibilità, tantopiù con la copertura del 100 percento e un ottimo sensore di avvicinamento dell’occhio, oltre alle medesime informazioni riportate dal display. Il display principale mantiene comunque tutte le proprie qualità positive con un ottimo feedback al tocco. Qualche problema per chi ha le dita grosse nel selezionare i comodi tab di accesso immediato sul bordo destro del display.

Lumix GM5 il profilo superiore
Lumix GM5 il profilo superiore

Abbiamo apprezzato molto la possibilità di poter gestire anche la modalità di esposizione manuale utilizzando in pratica solo la ghiera che, premuta, permuta tra i tempi e i diaframmi la possibilità di scelta, e invece ruotata consente la selezione del valore preferito. Allo stesso modo è possibile anche intervenire direttamente sulla sensibilità ISO.  Nelle modalità che lo consentono, intervenire sulla compensazione dell’esposizione, nonostante i rilievi iniziali, è comunque facile, basta premere la ghiera e ruotare, laddove altri modelli dedicano allo scopo una ghiera a parte (approccio da noi comunque preferito).

Per queste note, e per la possibilità di intervenire in modo rapido, con due passaggi, su tutti i parametri, ci sentiamo di promuovere questa proposta a pieni voti, anche se vogliamo sottolineare come sia indispensabile utilizzare e sperimentare a fondo le possibilità offerte, proprio in termini di personalizzazione e utilizzo delle funzioni, per non trovarsi facilmente spaesati.

Lumix GM5 il dorso
Lumix GM5 il dorso

Entriamo nel dettaglio della proposta per evidenziare le note fondamentali. Non lo abbiamo ancora specificato, dandolo per scontato al nostro pubblico di esperti, ma siamo ovviamente nel mondo mirrorless e dei micro quattro terzi. Il sensore è di tipo Live MOS  da 16 Megapixel, e in abbinata con Venus Engine permette scatti con sensibilità di rilevazione fino a ISO 25600. Questo sensore è dotato del sistema di rimozione della polvere tramite Supersonic Wave, già conosciuto. La fotocamera cattura le immagine e le memorizza su scheda SD nel rapporto 4:3, 3:2, 16:9, 1:1. Sono supportati i formati Jpeg e Raw oltre a MPO per gli obiettivi 3D, si lavora in spazio colore sRGB o Adobe RGB. Per quanto riguarda i video sono supportate le riprese full hd; ecco, forse il fiore all’occhiello della proposta Panasonic avrebbe potuto comprendere le riprese in 4K (troppo presto in questa famiglia di piccolissime?). La connettività Wifi è integrata (b/g/n) su banda 2,5 GHz. Manca il supporto NFC. Per tutti i dettagli sulle ulteriori specifiche rimandiamo alla scheda del vendor.

Mettiamo invece a fuoco i nostri rilievi, proprio a partire dalla connettività WiFi facilitata tramite la scansione di un codice QR che mette in immediata comunicazione fotocamera e smartphone che si trasforma in un sistema di controllo remoto. In fase di controllo dello scatto a noi è piaciuta la funzionalità Pinpoint AF per la perfetta messa a fuoco dei dettagli, ma vogliamo sottolineare come possa non risultare gradevole la visualizzazione del soggetto quando si sceglie la modalità di messa a fuoco manuale, e si visualizza la segnalazione di Focus Peaking che evidenzia la massima nitidezza, molto chiara, ma anche un poco fastidiosa.

Lumix GM5, la variante rossa
Lumix GM5, la variante rossa

Piacevole invece rimanere stupiti dalla bontà delle riprese video a 24 fps, anche con un dispositivo così piccolo, che comunque sembra ben stabilizzato, e permette di utilizzare il tracking in modalità AF, senza contare che anche durante le riprese video si possono impostare le medesime modalità di ripresa fotografiche P/S/A/M. In queste modalità, quando invece si scatta semplici fotografie, sono ora disponibili velocemente tutti i filtri creativi. Rispetto alla Lumix GM1 è un vantaggio non da poco avere a disposizione la slitta a contatto caldo, per il montaggio degli accessori necessari, proprio per le riprese.

La modalità di ripresa Snap Movie permette di riprendere video per pochi secondi, in modo da avere la disponibilità di sequenze in fermo immagine a piacere, ma con evidenti possibili ritocchi per quanto riguarda per esempio la saturazione del colore, si tratta di un’altra interessante possibilità creativa.

Le impressioni migliori si hanno alla visione degli elaborati, con Lumix GM5 che mantiene fede alle promesse. Il sensore più ampio, per esempio, rispetto ad altre proposte in questa fascia, come la recente RX100 di Sony, e gli obiettivi del sistema di qualità elevata, offrono quanto serve per arrivare ad ottenere elaborati più che buoni anche in condizioni critiche, e anche nel caso di lavorazioni o studi di foto ad hoc professionali. Però tanta compattezza si paga quando si lavora con il touchscreen, per esempio. Non tutte le situazioni di ripresa permettono di affidarsi a un corpo macchina così piccolo e quindi di arrivare, calmi, ad interagire con precisione sul touchscreen, se non dopo un buon periodo per entrare in confidenza, precisione che non è richiesta con una reflex dove i tasti sono tutti opportunamente distanziati e quindi l’approccio almeno in un primo momento pare più semplice.

La possibilità di utilizzare velocità di scatto fino a 1/16000 di secondo, l’ampio range di esposizione EV e la velocità di messa a fuoco eccellenti anche nelle condizioni più critiche, sono validi motivi a supporto di questa preferenza. Vogliamo altresì segnalare che chi invece non predilige il pieno controllo su ogni parametro, ma la velocità di esecuzione, ha ampie possibilità di dare sfogo alla creatività sfruttando filtri e possibilità di ripresa predefinite. Una serie di fotografie di studio che abbiamo effettuato ci ha infine soddisfatto pienamente per quanto riguarda bilanciamento del bianco e colori.

La fotocamera è già disponibile a un prezzo intorno agli 850 euro a seconda delle configurazioni.

La ‘luce’ di Leica DG Summilux 25mm su Lumix GM5

Se la dotazione standard prevede Lumix G Vario 12-32 mm asferico, vogliamo altresì entrare nel dettaglio riguardo la nostra esperienza d’uso con l’obiettivo “in più” che abbiamo utilizzato per la nostra prova, ovviamente con attacco micro Quattro Terzi. Mentre infatti lo zoom in dotazione ha un’apertura massima f 3.5, la proposta di Leica DG Summilux 25 mm f 1.4 asferico rappresenta una lieta esperienza ed entra di diritto nella dotazione standard che potremmo desiderare, soprattutto per le foto ‘live’ creative. Chiaramente il fattore di ingrandimento lo equipara a tutti gli effetti proprio a un 50 mm (nel vecchio mondo dei 35mm) e ne fa un ottimo obiettivo non solo da ‘studio’,potremmo azzardare alla Cartier Bresson – ricordando la sua ‘discussa’ predilezione per questa focale (tra l’altro proprio Leica) – ma proprio come focale d’elezione per i vostri scatti.

Leica DG Summilux
Leica DG Summilux

Scattare con un obiettivo che ha questa apertura e questa costruzione di lenti, permette di avere prospettive e sensazioni di luce molto vicine a quelle dei vostri occhi in quel medesimo momento, quindi di ‘vedere’ lo scatto. Non è questo un obiettivo nuovo, perché la proposta risale ad anni in cui il sistema non era nemmeno così evoluto, ma si sa che una buona ottica non ha tempo e questa proposta conferma la buona legge.

L’obiettivo è costruito con nove elementi in sette gruppi, due delle lenti sono asferiche e una terza è di tipo Ultra High Refractive – quella frontale. La capacità di questo obiettivo di avvicinare l’esperienza all’occhio umano è affiancata dal comune effetto su questo tipo di lenti di ottenere un evidente gradiente di effetto sfumato nella zona fuori fuoco quando si fotografa con un’ampia apertura, sempre con evidente riduzione di qualsiasi effetto con ‘riflessi’ non voluti. Unico vero peccato un lievissimo calo di luminosità ai bordi con la massima apertura. Ottima la distanza minima di messa a fuoco a 30 cm, molto vicina a quella di un pancake (ca. 20mm).

Lumix GM5

Image 1 of 7

Lumix GM5

 

 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore