Paolo Romani al ministero dello Sviluppo

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Luci ed ombre del nèo ministro dello Sviluppo, Paolo Romani, dal Decreto Romani al Tavolo per le Reti Ngn

Ieri Paolo Romani ha giurato come ministro dello Sviluppo, ruolo che era rimasto vacante per oltre 150 giorni dopo le frettolose dimissioni di Claudio Scajola (153 giorni di interim al premier Silvio Berlusconi). Da viceministro per le Comunicazioni a ministro dello Sviluppo, vediamo l’ascesa di Paolo Romani in questi mesi. Anche se il neo ministro rischia di restare senza ministero, dopo lo “scippo” dei fondi: infatti riporta Repubblica che la “manovra 2011 gli ha sottratto 900 milioni di fondi di dotazione, i fondi Ue e Fas sono stati trasferiti al ministro degli Affari regionali Raffaele Fitto, i circa 800 milioni di fondi per il turismo sono passati direttamente sotto la gestione di Michela Vittoria Brambilla, l’Istituto per la Promozione Industriale è stato soppresso“.

In qualità di ex viceministro delle Comunicazioni Paolo Romani si è fatto notare per due vicende sostanzialmente: il famigerato Decreto Romani che avrebbe voluto mettere il cappello da cyber-scerifffo a una riluttante AgCom; il vacillante Tavolo delle Reti Ngn, mai partito con il piede giusto e soprattutto già finito nell’oblio. Di recente anche l’ok di Paolo Romani all’asta delle frequenze Tv per il WiFi, con il plauso dell’unanimità dagli esperti di settore, è stato eclissato dal controverso piano Web tv legato al Decreto Romani.

L’Italia è fanalino di coda in tutte le classifiche sulla banda larga e continua ad essere spaccata in due da un cronico Digital, Cultural e Bandwith Divide (divario digitale, culturale e “di banda ultralarga”), e avrebbe quanto mai bisogno di un’autostrada digitale. Ma i fondi da 800 milioni di euro per la banda larga sono stati decimati ad appena 100 milioni; per la riforma del Decreto Pisanu per il WiFi libero, è ancora nebbia fitta; e sull’urgente passaggio alle Reti Ngn si va a passo di lumaca (per ora si parla di censimento). Mentre il resto del mondo globalizzato corre a 100 Mega.

[Update ore 12.07] Un’annotazione: Scrive oggi Dario Di Vico sul Corriere della Sera che “il piano Romani prevedeva fondi per 100 milioni al Veneto: ne sono arrivati 26. Metà del territorio non è coperto“. Chiedere la banda larga è strategico per tutti, a partire dai piccoli delle Pmi.

Paolo Romani, nèo ministro Sviluppo dopo 153 giorni di interim
Paolo Romani, nèo ministro Sviluppo dopo 153 giorni di interim
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