Paolo Romani e la social-sicurezza per minori online

Management

Il viceministro Paolo Romani, già nell’occhio del ciclone per il Decreto omonimo che vuole rendere l’AgCom sceriffo del Web, vuole ora blindare la Rete a misura di bambini. Ma c’è chi parla di “contromisura cinese” del cyber-sitting all’italiana

La Commissione Ue ha chiesto ancora una volt a maggiore privacy per i minori in Rete: anche il Garante italiano della Privacy ha posto il problema più volte . La normativa europea attualmente in vigore risale al ’95, e da allora la Rete ha cambiato volto con Facebook, Twitter e il fenomeno dei social network.

Il ministro Paolo Romani ha proposto un Parental control via Sms: per evitare che i piccoli cyber-navigatori finiscano nel lato oscuro del Web, basterebvbe un Sms ai genitori . Un click sicuro preventivo.

Ma l’esperto di diritto in Rete Guido Scorza mette le mani avanti: sembra che “l’On. Romani aspiri a diventare il Cybersitting di Stato dei minori italiani”. La Cina ha però respinto Green Dam, basato su CyberSitter di Solid Oak.

Il parental control di Stato assomiglia tanto al cyber-sitting cinese ? Non solo Romani vorrebbe rendere l’AgCom il super-polizitto della Rete; ma ora spunta anche l’idea del cyber-sitting di Stato che tutto vigila? Vedremo nei prossimi giorni quando verrà fatta luce sul Decreto Romani , già bacchettato da AgCom, Ue , Google e siti informativi statunitensi.

Leggi anche l’ANALISI: L’agenda Internet in Italia nel 2010

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore