Parrot Swing e Mambo, si inizia giocando e…

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La famiglia dei mini droni di Parrot si arricchisce dei nuovi modelli Swing e Mambo. Il primo permette il volo verticale e orizzontale con accelerazione fino a 30 Km/h, Mambo invece è dotato di accessori per lanciare piccole biglie, trasportare piccoli oggetti e illuminare l’ambiente. Uno sguardo sul mercato italiano

La famiglia dei minidroni di Parrot si arricchisce di due nuovi modelli, ludici che vantano però un alto contenuto tecnologico. Si tratta di Parrot Swing e Parrot Mambo. Il primo è un drone a decollo verticale che può volare come quadricottero, ma anche in modalità aeroplano. Il secondo è un minidrone che a seconda degli accessori cui viene collegato può svolgere diverse funzioni come la cattura degli oggetti (con una specie di coppia di chele), ma anche lanciare leggerissimi proiettili, oppure illuminare aree buie). Entrambi i mini droni si possono controllare con il Flypad e con l’applicazione dedicata FreeFlight Mini che ora permette l’accesso offline alle impostazioni dei Minidrones.

Parrot Mambo
Parrot Mambo

I droni, e più sono piccoli meno mettono soggezione, per tanti ragazzi e non pochi adulti possono rappresentare il primo contatto con il mondo dell’aeronautica, la prima esperienza di volo, anche se tramite il controllo remoto. Ecco allora come Mambo, con i suoi 63 grammi di peso si propone come drone ludico per eccellenza, grazie agli accessori che si attivano con l’app FreeFlight Mini per smartphone o tramite il telecomando opzionale Parrot Flypad. Il primo di essi è Cannon che permette di Identificare un bersaglio, mirare e sparare sei biglie innocue fino a 2 metri.

Si userà Grabber invece per trasportare un bigliettino o un oggetto leggero come un mini bonbon (max 4 grammi) per esempio e poi depositarlo dove si vuole, un esempio in piccolo di cosa può fare un drone in grande. Invece con Illuminator e i due led bianchi direzionali può essere divertentissimo illuminare la camera da letto di fratelli e sorelle, per incursioni notturne. Questo minidrone raggiunge la velocità massima di 30 Km/h e può funzionare per circa 8 minuti di autonomia, pur essendo così piccolo.

Non solo, a motori ancora spenti Mambo rileva il lancio e avvia il motore per stabilizzarsi subito in volo, il modo più divertente per incominciare. Il sistema funziona con accelerometro e un giroscopio a 3 assi, è dotato di pilota automatico, con la fotocamera verticale ogni 16ms viene confrontata un’immagine al suolo con la precedente e determinata la velocità a terra. Mambo inoltre è dotato di memoria flash da 1 Gbyte e un sensore a ultrasuoni analizza l’altezza di volo fino a 4 metri.

Parrot Swing
Parrot Swing

Parrot Swing invece è un pochino più ingombrante e articolato. Pesa 73 grammi e grazie al design della parte aerodinamica a X consente la doppia modalità di volo, e una serie di acrobazie, una volta decollato si può posizionare in modalità aereo e acquistare velocità, l’atterraggio avviene sempre in modalità verticale. E’ il pilota automatico a provvedere a mantenere sempre alla stessa altitudine il minidrone quando vola in orizzontale, con lo stesso sistema di confronto delle immagini al suolo di Mambo e la possibilità di scattare tre foto al suolo o all’orizzonte da memorizzare nella memoria flash da 1 Gbyte. Entrambi i modelli sono disponibili a un prezzo tra i 110 e i 140 euro.

Il mondo dei droni, proviamo a conoscerlo meglio

Per capire meglio come si ‘muove‘ il mercato dei droni abbiamo intervistato Giorgio Castellano, country manager Parrot Italia, che ci spiega: “In Italia l’utilizzo principale dei droni è nettamente di tipo ludico, i prodotti professionali hanno una discreta importanza a valore ma si vendono molti meno pezzi”. Tuttavia la percentuale di droni professionali venduti sul totale è superiore alla doppia cifra.

Il prodotto ludico copre una fascia di prezzo già piuttosto ampia, dai 50 euro fino ai 800 euro, ma i prodotti che costano meno di 200 euro sono i più venduti in una percentuale orientativamente del 70 percento, come riportano i dati dei maggiori retailer. Se sono tantissimi i ragazzi giovani affascinati dai droni, si può ben dire che questa passione è ben condivisa dai genitori con tantissimi ‘appassionati’ tra i 40 e i 50 anni che sono ben disposti all’acquisto, iniziano giocando e poi spingono l’acquisto anche di modelli più importanti.

Giorgio Castellano, country manager Parrot Italia
Giorgio Castellano, country manager Parrot Italia

Nel periodo prenatalizio i prodotti più venduti sono quelli di valore inferiore ai 150 euro, ma non è così per il resto dell’anno con proporzioni più stabili e con una fascia di sovrapposizione congrua tra i 100 e i 500 euro. Ogni anno vengono immessi sul mercato diversi milioni di pezzi, in Europa già centinaia di migliaia e in Italia si può parlare di un bacino in grado di assorbire decine di migliaia di pezzi.

Prosegue Castellano: “In Italia siamo presenti con i nostri prodotti nella grande distribuzione specializzata GameStop, MediaWorld, UniEuro, Euronics mentre per i prodotti entry level siamo presenti tout court nella Gdo (per esempio in Carrefour e Auchan, ma la lista è in apliamento), ovviamente nei negozi di modellissmo e ora abbiamo prodotti posizionati anche nei negozi di telefonia, proprio grazie all’abbinamento con gli smartphone che servono per pilotare i modellini”. E ben contenti sono gli operatori di poter estendere il bacino di prodotti disponibili nei punti vendita. Sotto i 300 euro di prezzo, Parrot in Italia, è leader di mercato.

Le criticità si possono leggere invece nella sempre più ampia offerta multi-brand, anche se il brand più conosciuto è spesso quello preferito. Resistenza del prodotto (in genere i droni sono costruiti per non rompersi, i prodotti Parrot prevedono comunque l’acquisto di parti di ricambio e montaggio self-service senza assistenza esterna, grazie anche ai tutorial video), facilità di utilizzo, peso e ingombro rappresentano altri fattori di scelta.

Per questo Parrot pone molta attenzione alla semplicità coniugata alla trasportabilità al punto che anche il quadricottero può essere riposto nello zaino e portato con facilità in campagna. Importantissimo l’approccio, che deve tendere a tranquillizzare l’utilizzatore. Poi con l’utilizzo scatta la passione e – aggiunge Castellano“anche la cultura per la normativa”. Ricordiamo come negli ultimi anni essa si sia evoluta e anche se a volte i continui cambiamenti nei  regolamenti disorienti i consumatori è vero che essi tendono a prepararsi sempre di più. Per l’utilizzo ludico/sportivo dei droni servono alcune accortezze di base, anche se è possibile l’utilizzo senza patente e senza assicurazione perché l’oggetto è assimilabile all’aeromodello.

Valgono, di base, le regole normative per l’utilizzo degli aquiloni: non si deve far volare il drone sulla testa delle persone, si vola sempre con il controllo a vista, bisogna mantenere il margine di distanza di ragionevole sicurezza da oggetti e pericoli, distanti da aeroporti, strade, e mai di notte. Se si scattano delle foto per utilizzo personale ovviamente valgono le stesse regole degli scatti in luogo pubblico.  Sotto i 25 kg non è il drone in sé a determinare il bisogno di utilizzo con patente e assicurazione, ma proprio la modalità di utilizzo. Nel caso di utilizzo professionale la normativa invece richiede attestati e certificazioni dei droni, e ovviamente l’assicurazione.

QUIZ – Conoscete il mondo dei droni? Mettetevi alla prova

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