Parte in quattro l’asta frequenze WiFi

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Telecom Italia investirà 2 miliardi di euro in LTE

H3G, Vodafone, Wind e Telecom Italia hanno depositato le prime offerte al Ministero dello Sviluppo Economico. Sul piatto sono stati messi 2,3 miliardi di euro

L’asta WiFi ha perso per strada due concorrenti: Poste Mobile e Linkem, che non partecipano all’asta. Invece hanno presentate le prime offerte: H3G, Vodafone, Wind e Telecom Italia. Sul piatto sono stati messi 2,3 miliardi di euro. La risposta a chi temeva il flop, anche se la base d’asta non fa il pieno ed è un po’ sotto le aspettative: dall’Asta delle frequenze WiFi il governo auspica di ricavare 2,4 miliardi di euro. . Si tratta delle frequenze liberate dal ministero della Difesa e dalle Tv locali nel passaggio dall’analogico al Digitale terrestre, che potranno essere usate per la banda larga mobile o Lte (Long term evolution). Il termine di presentazione per le offerte è scaduto il 29 agosto.

Verranno battuti all’asta 8 blocchi, suddivisi in base alla frequenza, per complessivi 25 lotti di frequenze nelle bande 800, 1800, 2000 e 2600 mHz. I diritti d’uso delle frequenze scadono il 31 dicembre 2029, possono essere rinnovati e ceduti a terzi solo previa autorizzazione del Ministero.

Il Blocco 1 a 800 MHz (1 lotto) parte da 353.303.732,16 euro. Blocco 2 a 800 MHz (5 lotti) da 353.303.732,16 euro. Il Blocco 3 a 1800 MHz (3 lotti) verrà battuto a partire da 155.869.293,60 euro. L’offerta relativa al Blocco A a 2600 MHz (1 lotto) ha un importo minimo di 36.802.472,10 euro. Il Blocco C nella banda a 2600 MHz parte da 36.802.472,10 euro (1 lotto). Il Blocco 2600G si riferisce a 2600 MHz (11 lotti) con importo da 30.668.726,75 euro. L’ottavo blocco è il Blocco 2600S a 2600 MHz, importo minimo 30.668.726,75 (1 lotto).

L’asta frequenze si è svolta il 30 agosto e dal 31 partiranno gli eventuali rilanci, anche per i lotti per i quali non hanno presentato offerte. Sono previsti differenti obblighi di copertura per ogni blocco di frequenze, anche perché l’asta frequenze deve servire ad abbattere il Digital Divide. Infine, per le frequenze non ancora liberate dalle Tv locali, è stata decisa la liberazione coatta delle frequenze al 31 dicembre del 2012. Eventuali vittorie nei ricorsi al TAR daranno diritto solo a risarcimenti.

A livello mondiale il 4G con LTE sbarcherà su 266 milioni di device entro il 2016, con una crescita media annuale (CAGR) del 167% dal 2010. Il WiMax si dovrà accontentare di 100 milioni di device con un Cagr del 54% (fonte: IMS Research).

Il prossimo passo? Sarà liberare il “Super Wi-Fi” o standard 802.22, standardizzato a inizio agosto da Ieee (Institute of Electrical and Electronics Engineers), in grado di sfruttare i cosiddetti “white spaces“, le bande di frequenza inutilizzate da parte dei network televisivi. Lo standard Ieee 802.22 consentirà di realizzare le Wireless Regional Area Networks (WRANs) ideate per colmare il Digital Divide nelle zone rurali più sperdute, oggi escluse dalla banda larga. Negli Usa le WRANs potranno operare nelle bande VHF/UHF tra i 54 ed i 698 MHz. Dopo l’asta WiFi per la banda mobile Lte, c’è un’altra frontiera da conquistare per potenziare il WiFi.

Lte, il 30 agosto parte l'asta frequenze
Lte, il 30 agosto parte l
Autore: ITespresso
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