Paul Baran è stato un pioniere di Internet

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In Giappone, mentre la telefonia mobile collassava, Internet resisteva a terremoto, tsunami e fughe atomiche. Grazie anche alla trasmissione a pacchetti inventata a metà anni ’60 da Paul Baran, scomparso all’età di 84 anni

All’età di 84 anni è morto Paul Baran, un pioniere di Internet. L’ingegnere, nato in Polonia ma poi naturalizzato americato, Baran aveva inventato i pacchetti quando ancora Internet si chiamava Arpanet. Baran aveva proposto a At&T, dove lavorava, un’idea che avrebbe rivoluzionato le reti: l’idea di una nuova rete di comunicazione, con più percorsi per la trasmissione di informazioni suddivise in pacchetti, che si ricostruisse solo al fotofinish, in dirittura d’arrivo. L’idea era stata concepita agli anni ’60 alla RAND Corporation, ma i vertici di AT&T non capirono la portata storica di quell’invenzione.

La tecnologia a pacchetti avrebbe reso più sicuri i network statunitensi “anche in caso di attacco termo-nucleari”: e infatti vediamo che anche in questi giorni bui del Giappone, dove a Fukushima si teme un disastro nucleare, mentre la telefonia mobile crollava, Internet ha retto l’urto di terremoto, tsunami e fughe atomiche. E questa ultra resistenza di Internet si deve proprio all’invenzione dei pacchetti di Paul Baran.

L’azienda di ricerca su Internet, Renesys, ha riscontrato che Internet ha continuato a funzionare:
“Il sisma di magnitudo 8.9 di oggi (venerdì scorso, ndr) in Giappone, ha sorprendentemente avuto un impatto limitato sulla struttura e sulle dinamiche di routing dell’Internet regionale. Dei circa 6000 prefissi di rete giapponesi, solo 100 sono stati temporaneamente fuori servizio, e il numero è lentamente diminuito nelle ore successive all’evento”.

Scrive Gizmodo: “La maggior parte degli altri terremoti rompono i cavi subacquei che connettono gli Stati gli uni agli altri, ma il Giappone è riuscito ad evitare queste rotture. I posti che sono andati giù dopo il terremoto, sono stati per la maggior parte ripristinati e la gente non ha notato molto il down. E questa certamente un’ottima notizia dato il bisogno di comunicare in una situazione di crisi come quella. Se la rete Internet del Giappone può sopravvivere ad un terremoto così devastante, forse dovremmo tutti prendere esempio e costruire le nostre reti nello stesso, identico modo“.

Internet ha resistito a tutto in Giappone
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