Paul Otellini parla del caso Olpc

Aziende

I problemi sono nati quando Negroponte chiese a Intel di rinunciare al Classmate

CON UN MESSAGGIO sul blog interno della società, il CEO di Intel, Paul Otellini, parla della rottura definitiva con il progetto umanitario di Negroponte, giustificando le decisioni dell’azienda.

Otellini sostiene di essersi sentito in dovere di scrivere questa lettera per rispondere alle critiche piovute su Intel a causa della vicenda, e comincia snocciolando le cifre dell’impegno umanitario della sua società sempre finalizzato all’istruzione e all’educazione nelle aree più depresse del pianeta, con un investimento che dalla nascita di Intel è arrivato a un miliardo di dollari.

Vuole dunque fare chiarezza sulla vicenda, sostenendo che c’è stata una campagna denigratoria ingiustificata nei loro confronti e ribadendo che la reputazione dell’azienda è per lui più importante del profitto.

Nella lettera sostiene che I ntel aveva già avviato i suoi progetti umanitari quando firmò l’accordo con Negroponte, tra i quali il Classmat e, ovvero il mini notebook destinato alle scuole. All’ideatore del progetto Otellini pose la domanda: ” Il tuo obbiettivo è dare un notebook a ogni bambino o fare in modo che ogni bambino abbia un OLPC?”. Negroponte rispose “Il primo naturalmente” e l’accordo fu firmato, con una sovvenzione da parte di Intel di 6 milioni di dollari.

I problemi, secondo Otellini, vennero quando Negroponte chiese a Intel di rinunciare al Classmate, ed è stata questa richiesta inaccettabile a scatenare il meccanismo che ha portato alla rottura.

Potete leggere l’intera lettera originale su The Inquirer UK .

È sicuramente istruttiva e chiarisce molte cose, ma resta il fatto che lo scontro è avvenuto tra un’associazione senza scopo di lucro, come quella di Negroponte, e un colosso del business dell’informatica come Intel, che difficilmente si muove senza pensare al profitto. Per questo sarà difficile per Intel, pur avendo le sue ragioni, cancellare ogni sospetto che tutto sia nato dall’interesse di coltivare nuovi potenziali mercati nei paesi in via di sviluppo.

Autore: ITespresso
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