Pc targati made in Italy

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Con fierezza Osvaldo Vezzoli, presidente e fondatore di Informatica Delta, discute di come si possa modificare il ruolo di un’azienda che partendo dalla classica distribuzione di componenti si è spostata alla produzione di pc e monitor. Come ciliegia sulla torta ecco il Mobile Car System, ovvero la realizzazione di un computer per l’automobile

Un imprenditore con la tenacia tipica dei bresciani e il gusto per il design classicamente italiano. Questo è Osvaldo Vezzoli, socio fondatore di Informatica Delta che dirige insieme a Marco Vertecchi. La società, con sede a Botticino Sera a pochi chilometri da Brescia, è più conosciuta come distributore di componentistica, ma non è questa la vera vocazione dell’azienda. La direzione in cui si sta muovendo è quella della produzione di prodotti informatici, caratterizzati dall’innovazione, dal design e dall’uso di materiali particolari. Tanto brillanti sono stati i primi risultati da aver attirato l’attenzione di Intel e di Microsoft. Per il produttore di chip Informatica Delta è uno dei partner strategici per l’affermazione della casa digitale in Italia, uno di quei technology rabbit su cui puntare perché sviluppano soluzioni e velocizzano l’adozione di nuove tecnologie nel Paese di appartenenza. Anche Microsoft ha apprezzato la raffinatezza e la validità dei prodotti e li ha giudicati supporti interessanti per ospitare il nuovo Media Center. L’impatto con i loro pc non può non stupire, abituati come si è alla solita plastica grigia di forma standard, si rimane colpiti dai monitor in legno di ciliegio, dai case in materiali traslucidi che nascondono all’interno computer più simili ai prodotti della consumer electronic che a quelli informatici. Il futuro è già arrivato a Brescia e ora si prepara a sbarcare a Smau dove sarà esposta tutta una nuova linea di prodotti, questa volta in alluminio. CRN: Quali sono stati i primi passi di Informatica Delta e come si è sviluppata nel tempo? Osvaldo Vezzoli: La nostra azienda nasce nell’87. Eravamo allora sviluppatori di software gestionale in ambiente Ibm, ma sono sempre stato contrario ai sistemi proprietari e alle soluzioni preconfezionate. Ci siamo sempre posizionati come le pecore nere nel mondo di Big Blue. Con l’avvento di un altro socio, Marco Vertecchi, nel 1994 abbiamo cominciato a spostarci verso la produzione e la commercializzazione dell’hardware. Le prime mosse ci hanno visto portare Windows nelle unità cad, allora quasi monopolio di Unix, ci dicevano che eravamo pazzi, ma così facendo abbassavamo i prezzi dei prodotti da 100 milioni a 10. Il tempo ci ha dato ragione, ora lo Unix è quasi sparito nel settore. Lo sviluppo software rappresenta ormai una fetta residua del business, ci limitiamo a gestire l’esistente. CRN: Cosa c’è invece nel presente e nel prossimo futuro di Informatica Delta? O.V.: Quello che ci contraddistingue è la capacità di creare prodotti innovativi, particolari. Oggi abbiamo una linea completa di prodotti con il marchio LWD che sarà presentata allo Smau: dal cabinet, estremamente curato nel design, all’elettronica. Già perché produciamo in outsourcing in Italia delle schede elettroniche per i nostri prodotti. Abbiamo nel nostro Paese aziende che padroneggiano l’elettronica in maniera egregia e di sicuro finché esistono di queste realtà non andremo a Taiwan. Non sto parlando di processori, hard disk o memorie, ma di componenti aggiuntivi che costituiscono un plus. Informatica Delta dà lavoro a 30 persone ma dobbiamo calcolare anche l’indotto, come quello generato per esempio dalla produzione degli apparati elettronici o dei case. Il fatturato 2003 è stato di 30 milioni di euro, in crescita del 70% rispetto all’anno precedente e i primi quattro mesi di quest’anno abbiamo già raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Risultati dovuti al fatto che siamo fra i pochi nel settore a creare qualcosa di nuovo. CRN: Informatica made in Italy. Pensa davvero che il nostro Paese possa esprimere qualcosa di innovativo in questo settore? O.V.: In Italia abbiamo bisogno di più autostima, abbiamo le competenze e dovremmo smetterla di pensare che quello che fanno gli altri è migliore. Abbiamo ereditato dai nostri padri il made in Italy, uno slogan che in tutto il mondo vuol dire qualità, dobbiamo sfruttarlo. È necessario creare ricchezza, creare lavoro, l’alternativa è la de-industrializzazione e la trasformazione in un Paese di terzisti, con inevitabili conseguenze sociali. Informatica Delta si propone di creare qualcosa di nuovo, anche facendo ricerca. CRN: Come pensate di commercializzare il frutto di tanta ricerca? O.V.: Per vendere i nostri prodotti stiamo creando una struttura di affiliazioni: siamo già a 79 affiliati dall’ottobre dell’anno scorso e il nostro obiettivo è di arrivare a 150 entro la fine di quest’anno. Non si tratta di franchising in senso stretto, sono più che altro realtà che ospitano all’interno del negozio un corner dedicato ai prodotti LWD. Siamo selettivi cerchiamo punti vendita di un certo livello con una buona visibilità, ampia pedonabilità e accertata serietà bancaria. È un rapporto di collaborazione non intendiamo fissare degli obiettivi di fatturato, semplicemente saranno i soli che potranno vendere i nostri prodotti, decisamente di fascia alta. Hanno facilitazioni nei pagamenti e vengono dotati di materiale marketing: brochure, vetrofanie, display, una targa in plexiglass illuminata… E l’Italia non è l’unico Paese in cui intendiamo vendere, abbiamo aperto un ufficio in Egitto, che consideriamo la porta del Medio Oriente, là i nostri prodotti sono già molto apprezzati e non ci fermeremo qui, anche l’Europa dell’Est è decisamente interessante, abbiamo già delle iniziative in corso in Romania. Diverso il discorso del Mobile Car System, il computer da vettura che abbiamo realizzato (vedi box), per quello stiamo creando una rete di installatori in tutta Italia. Anche loro saranno gli unici a poter vendere il prodotto, verranno formati approfonditamente a tale scopo, servono figure in grado di adattare e personalizzare il pc da vettura ai diversi modelli e alle diverse esigenze. Abbiamo già una serie di installatori nell’area di Brescia che faranno anche da supporto, una sorta di call center informato, per tutti gli altri in Italia. CRN: Quali altre iniziative sta meditando Informatica Delta per il prossimo futuro? O.V.: Stiamo pensando al business del ritiro dell’usato e sto appunto attrezzando una catena di smaltimento, ho già comprato il 34% di un’azienda specializzata, Ecoitalia. Con il recepimento della direttiva europea, si impone lo smaltimento delle macchine usate da rimpiazzare con nuovi prodotti, marcati LWD naturalmente.

Autore: ITespresso
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