Pec gratuita, partenza senza il botto: solo 30mila?

Autorità e normative

L’associazione “Cittadini di Internet” punta il dito contro la Posta elettronica certificata (Pec): un mezzo flop. Soltanto 20.000 caselle di Pec distribuite dall’Inps e circa 10.000 quelle distribuite dall’Aci

La Posta elettronica certificata (Pec) gratuita, criticata fin dal suo esordio, non fa boom. Si fermano a 20.000 le caselle di Pec distribuite dall’Inps e a circa 10.000 quelle distribuite dall’Aci. Cifre ben lontano dal milione di Pec annunciato tempo fa dal ministro dell’Innovazione e Pa.

L’associazione Cittadini di Internet punta il dito contro la Posta elettronica certificata (Pec): sarebbe un mezzo flop la Pec gratuita del Ministro Renato Brunetta.

L’associazione usa parole pesanti: “E pensare che si insiste nel mandare avanti la gara che porterà Lottomatica o Poste Italiane ad aggiudicarsi ben 50 milioni di denaro pubblico per dare la PEC gratuita ai cittadini italiani. Al contrario, “confortato” da questi dati, il Ministro dovrebbe fare marcia indietro e fermars i”.

A questo punto è d’obbligo per il ministro fornire cifre chiare e indiscutibili del debutto della PEC gratuita, per capire dove effettivamente stanno il torto e la ragione.

Infine l’Articolo 34 della legge n. 69 del 16 Giugno 2009 recitava «2-ter. Entro il 30 giugno 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti sono tenute a pubblicare nella pagina iniziale del loro sito un indirizzo di posta elettronica certificata a cui il cittadino possa rivolgersi per qualsiasi richiesta, ai sensi del presente codice. Le amministrazioni devono altresì assicurare un servizio che renda noti al pubblico i tempi di risposta, le modalità di lavorazione delle pratiche e i servizi disponibili. 2-quater. Entro il 31 dicembre 2009, le amministrazioni pubbliche che già dispongono di propri siti devono pubblicare il registro dei processi automatizzati rivolti al pubblico. Tali processi devono essere dotati di appositi strumenti per la verifica a distanza da parte del cittadino dell’avanzamento delle pratiche».

Nulla di tutto questo è avvenuto. Sul campione di oltre 1.500 siti web della Pubblica Amministrazione presi in esame, solo 27 sono in regola con la prima parte dell’articolo di legge e nessuno con la seconda parte. Ad esempio: su 38 ministeri, nessun o è in regola;su 83 prefetture, nessuna è in regola.

Forse in Italia c’è un “problema Pec” a cui metter mano urgentemente.

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Autore: ITespresso
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