PEC o non PEC: questo è il problema

Autorità e normativeSorveglianza

Il convegno, organizzato da Cittadini di Internet, si terrà il 23 Giugno ore 14:00 a Roma piazza Montecitorio 123/a presso l’auditorium del Garante della Privacy

Il dubbio amletico deriva da una attivita’ legislativa sul tema della PEC senza precedenti: ben tre provvedimenti in quattro mesi sono tra i motivi principali del convegno organizzato da Cittadini di Internet il 23 Giugno ore 14:00 a Roma piazza Montecitorio 123/a presso l’auditorium del Garante della Privacy. Si cerchera’ di dare risposta ai mille dubbi che vengono a tutti gli Italiani, in special modo con l’approvazione del DPCM del 6 Maggio dove Brunetta regala la PEC a tutti gli Italiani: un’operazione calcolata i n oltre un milione di Euro in un momento non proprio florido dell ‘economia nazionale. Ci saranno esperti e giuristi, con la speranza di avere anche una rappresentanza della pubblica amministrazione, regolarmente invitata, a spiegare la problematica abbondantemente discussa ma non approfondita dai media. Dare una risposta a potenziali oltre 30 milioni di Italiani penso sia doveroso, dice Massimo Penco, presidente di Cittadini di Interne t. “Una svolta epocale come questa, unica in Europa e nel mondo penso sia degna di considerazioni e spiegazioni, anche perche’ e’ recente la notizia dell’approvazione da parte del Senato delle modifiche ed aggiunte all’art 16 e 16bis della legge n. 2/2009, in pieno contrasto con il DPCM appena approvato con la fatidica frase “al comma 5, primo periodo, sono aggiunte, infine, le seguenti parole: «o analogo indirizzo di posta elettronica basato su tecnologie che certifichino data e ora dell’invio e della ricezione delle comunicazioni e l’integrita’ del contenuto delle stesse, garantendo l’interoperabilita’ con analoghi sistemi internazionali». Viene in pratica reintrodotta la modifica al DL 185 e cioe’ l’alternativa alla PEC ed un tale accavallarsi di norme rendono qualsiasi buona volonta’ di semplificazione in una confusione assoluta. Dal canto nostro, continua il presidente, non facciamo altro che continuare ad inviare alla commissione Europea, via via che si susseguono, le norme approvate in Italia che seguono la denuncia presentata ad Aprile dello scorso anno con la speranza che un loro provvedimento riesca non so in quale modo a dipanare la matassa“. Per maggiori informazioni www.cittadininternet.org .

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Autore: ITespresso
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