Pechino collaborerà con Google: rubato codice sorgente

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Il cyber-attacco, orchestrato contro Google e forse un centinaio di aziende, è avvenuto allo scopo di furto, per sottrarre codice sorgente. Ora la Cina promette maggiore cooperazione per risolvere il giallo

Finalmente, forse, i nodi vengono al pettine nel misterioso cyber-attacco di metà gennaio, orchestrato contro Google, Intel e forse un centinaio di aziende, tutte (pare) operanti in Cina. Innanzitutto l’intrusione non è stata a scopo dimostrativo, ma è avvenuta allo scopo di furto: per rubare prezioso codice sorgente.

Secondo McAfee, i cyber-criminali hanno rubato un codice sorgente informatico riuscendo a penetrare nei pc di decine di dipendenti che dispongono di permesso d’accesso privilegiato.

I cracker avrebbero by-passato le difese informatiche di 30 o addirittura 100 aziende. Il cyber-attacco è stato definito sofisticato anche dalla Nsa americana.

I cyber-criminali avrebbero utilizzato un software di gestione del codice sorgente della società Perforce Software, di cui Google è cliente. Gli autori dell’attacco potrebbero anche aver modificato il codice all’insaputa delle società, forse introducendo una serie di opzioniu per spiare in segreto i computer su cui gira il programma informatico.

Ora Pechino promette maggiore collaborazione con Google, per venire a capo del mistero. Il giallo del cyber-attacco ha condotto Google China a togliere alcuni filtri della cyber-censura, creando le premesse di un braccio di ferro con l’autorità cinese. L’intrusione nei server di Google ha sollevato le pubbliche rimostranze di Larry Summers, consigliere economico del presidente Usa Obama, e del Segretario di Stato Usa, Hillary Clinton.

Autore: ITespresso
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