Peer to peer, l’odissea di Jammie Thomas-Rasset

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Jammie Thomas-Rasset pagherà un totale di 54 mila dollari per 24 brani, pari a 2.250 dollari a canzone. E non 1,5 milioni di dollari

L’avevamo lasciata a pagare un milione e mezzo di dollari per 24 brani scaricati illegalmente da Kazaa, il conto salatissimo somministrato a Jammie Thomas-Rasset, portata in tribunale dalla Recording Industry AAssociation of America (Riaa) nel 2007. Per fortuna sono stati giudicali incostituzionali gli iniziali 1,5 milioni, già ridotti dagli iniziali 2 milioni di dollari. Thomas-Rasset pagherà invece un totale di 54 mila dollari per 24 brani, pari a 2,250 dollari a canzone, come già stabilito da una sentenza del 2010.

L’odissea di Jammie Thomas-Rasset sembra giungere a conclusione e con una pena meno pesante di quanto ipotizzato in questi lunghi quattro anni. Da allora per “mamma Jammie” (come è stata soprannominata dalla stampa), disoccupata e madre di quattro figli, è stato un calvario giudiziario. Alla signora Jammie è stato ordinato di non violare più il copyright e di distruggere i brani che le sono costati anni di battaglie giudiziarie.

Anche negli Usa va in scena l’enforcement della lotta alla pirateria online. Riaa e Mpaa denunciano che l’industria dell’intrattenimento statunitense ha perso quasi 16 miliardi di dollari all’anno e 400mila posti di lavoro, anche se, dopo la chiusura di LimeWire, si registra una delle prime timide inversioni di tendenza con la crescita dell1% delle vendite degli album musicali (Fonte: Nielsen).

L’accordo firmato a Washington D.C. prevede invece dei tre colpi della “Legge Hadopi”, ben sei avvertimenti di allarme di violazione copyright. Ma, a differenza della Legge voluta da Nicolas Sarkozy, l’accordo di Riaa e Mpaa non prevede la disconnessione dalla Rete. Ma le associazioni per i diritti civili, come l’Electronic Frontier Foundation (EFF) e Public Knowledge, temono che l’accordo trasformi gli ISP in cyber vigili della Rete al servizio dei detentori del copyright. Senza decisioni dell’autorità giudiziaria, non dovrebbe esseci nessun intervento a carico degli utenti della Rete.

Campagna Boicotta Riaa
Campagna Boicotta Riaa
Autore: ITespresso
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