Peer to peer, nuovo stop europeo a Logistep

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Dopo la bocciatura del Garante della privacy italiano, il monitoraggio anti pirateria online degli utenti trova un nuovo ostacolo in Germania

La vicenda Peppermint, che aveva chiesto alla azienda Logistep il monitoraggio anti pirateria online degli utenti, diventa un affaire europeo. Dopo la bocciatura del Garante della privacy italiano, i sistemi di Logistep vengono censurati anche dalla Corte Costituzionale tedesca. Chiedere agli Isp i denominativi legati agli Ip, è affare di stato e non può essere delegato ad imprese private, e deve essere legato a gravi accuse. Solo la Giustizia può richiedere legalmente certe informazioni sensibili.

Anche la Ue ha di recente difeso la privacy degli utenti del P2p . Persino la Svizzera ha ultimamente contestato i metodi di Logistep: l’azienda era venuta alla ribalta in Italia con l’esplosione del caso Peppermint . Logistep individua attività fraudolente nell’ambito delle reti Peer to peer. In Italia anche il Garante della Privacy si era opposto e aveva preso le difese degli utenti, accusati da Logistep. La Svizzera non è da meno di Italia e Ue: le identità possono essere rivelate nel corso di un caso criminale e non in uno civile.

I metodi di Logistep per individuare chi commette reati di pirateria, sono illeciti in Svizzera. In Svizzera un indirizzo IP viene considerato come un’informazione personale.

Nel paese del segreto bancario, anche l’Ip non può essere utilizzato con leggerezza: la privacy per ora vince contro le accuse di pirateria. La Federal Data Protection and Information Commissioner (FDPIC) elevetica ha dato tempo a Logistep fino al 9 febbraio per mettersi in regola.

Autore: ITespresso
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