Peppermint, Adiconsum va al contrattacco

Autorità e normativeSorveglianza

Il tribunale accetta le obiezioni dell’associazione dei consumatori scesa in
campo contro Wind e a favore degli utenti accusati dalla casa discografica
tedesca insieme all’elvetica Logistep. Rinviata l’udienza al 18 luglio

Il caso Peppermint era già finito sotto la lente del Garante della Privacy. Il tentativo delle aziende detentrici di copyright di ottenere le identità degli utenti con ordinanze rapide, sorvolando sulla tutela della privacy, ha incontrato anche l’ostacolo delle associazioni dei consumatori. Ricordiamo che le raccomandate verso quasi 3636 internauti italiani, imposte dalla magistratura italiana su sollecitazione dell’industria discografica tedesca, avevano sollevato dubbi sulla mancata tutela della privacy degli utenti. Le raccomandate chiedevano un risarcimento simbolico per evitare successive incriminazioni. L’azienda Logistep aveva setacciato la rete alla ricerca di prove delle illegalità commesse. Il caso Peppermint aveva poi richiamato l’intervento dell’Autorità della Privacy guidata da Francesco Pizzetti: si era costituito in giudizio. Adiconsum, il Garante della Privacy e il Codacons hanno quindi chiesto al giudice che, se pur volesse ritenere valida la transazione tra Wind e Peppermint, questo giudizio deve proseguire per avere una pronuncia sulla pregiudiziale comunitaria e l’illeggittimità costituzionale. Il giudice Gabriella Muscolo, ritenuta valida la costituzione in giudizio dell’Adiconsum, del Garante della Privacy e del Codacons, ha rinviato l’udienza al 18 luglio, la stessa data in cui verrà discussa la causa Peppermint-techland contro Tiscali. L’avvocato Cristiano Iurilli, in qualità di responsabile giuridico dell’Adiconsum, ha i nsistito sulla questione di illegittimità costituzionale dell’art. 156 bis della Legge sul diritto d’autore, contestando l’efficacia e la legittimità della transazione-rinuncia agli atti depositata in giudizio da Peppermint e Wind, in quanto non solo produttrice di effetti lesivi per il diritto alla privacy, ma anche perché si era conclusa senza che l’odierno procedimento fosse stato notificato al garante della privacy. Insieme all’Adiconsum, si sono costituiti in giudizio anche il Garante della Privacy e il Codacons. Le altre obiezioni sollevate sono: 1. la pregiudiziale comunitaria, pendendo già una causa simile presso la Corte di giustizia europea; 2. la rinuncia agli atti del giudizio tra Wind e Peppermint, attraverso un atto di transazione privato, può essere in violazione dei diritti della privacy.

Autore: ITespresso
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