Peppermint, si apre il secondo capitolo?

CyberwarSicurezza

Dietro l’angolo nuove raccomandate che sarebbero partite prima dei risultati
sulla legittimità delle azioni intraprese per individuare i presunti accusati di
violazione di copyright

Siamo tutti in fibrillazione per l’udienza del prossimo 18 luglio che dovrebbe pronunciarsi sulla legittimità costituzionale o meno del caso Peppermint, quando veniamo a conoscenza di una seconda ondata di raccomandate contro utenti del Peer to peer. Si apre a sorpresa il secondo capitolo del caso Peppermint, senza però aspettare la chiusura del primo: lo Studio legale Mahlknecht & Rottensteiner sarebbe già passato al contrattacco, senza attendere i risultati sulla legittimità delle azioni fin qui intraprese, soprattutto dall’azienda extra Ue Logistep, per individuare i presunti accusati di violazione di copyright. Il caso Peppermint solo nei giorni scorsi aveva registrato una prima vittoria simbolica degli utenti: il tentativo delle aziende detentrici di copyright di ottenere le identità degli utenti con ordinanze rapide, sorvolando sulla tutela della privacy, ha incontrato l’ostacolo del Garante della Privacy e delle associazioni dei consumatori. Le raccomandate verso quasi 3636 internauti italiani, imposte dalla magistratura italiana su sollecitazione dell’industria discografica tedesca, avevano sollevato dubbi sulla mancata tutela della privacy degli utenti. Le raccomandate chiedevano infatti un risarcimento simbolico per evitare successive incriminazioni. L’azienda Logistep aveva setacciato la rete alla ricerca di prove delle illegalità commesse.Il tribunale ha accetato le obiezioni dell’associazione dei consumatori scesa in campo

contro Wind e a favore degli utenti accusati dalla casa discografica tedesca insieme all’elvetica Logistep: l’udienza è attesa per il 18 liuglio.

Autore: ITespresso
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