Per Intel l’Afnio è una rivoluzione come le valvole

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I 45 nanometri, seguiti dai 32 alla fine del 2008, segneranno una rivoluzione nelle possibilità di sviluppo del computer in molte direzioni diverse

CON LA PRIMA ondata di 16 processori a 45 nanometri dedicati ai server, Intel fa il punto sulle possibilità della nuova tecnologia, ma ammette che per sfruttarla appieno ci vorrà Nehalem.

In un evento svoltosi questa mattina alle porte di Milano, Intel ha infatti parlato a una fitta platea di partner e operatori del settore dei vantaggi del nuovo processo produttivo a 45 nanometri.

L’amministratore delegato di Intel Italia, Dario Bucci, ha paragonato l’idea di usare l’afnio invece del silicio come semiconduttore all’invenzione del triod o, che ha trasformato le valvole termoioniche in strumenti per la gestione dei segnali elettrici.

Secondo Intel i 45 nanometri, seguiti dai 32 che verranno introdotti alla fine del 2008, segneranno una rivoluzione nelle possibilità di sviluppo del computer in molte direzioni diverse.

Sul fronte dei palmari e dei sistemi di comunicazione portatili, ad esempio, potranno essere realizzati system-on-a-chip a singolo core per dispositivi tascabili (piattaforma Silverthorne), con prestazioni e funzionalità paragonabili a quelle di un comune pc, anche se Bucci ha ammesso che per questo anche i 45 nanometri potrebbero non bastare.

Per quanto riguarda desktop e soprattutto notebook, con la futura architettura Nehalem, prevista per l’anno prossimo potrebbero arrivare anche sistemi con grafica integrata nel chip, oltre all o sviluppo di soluzioni a 8 core e al ritorno dell’Hyperthreading, con vantaggi per la virtualizzazione e la realizzazione di HPC sempre più veloci e parchi nei consumi.

Come dire che in qualche modo lo spazio guadagnato sul die si potrà riempire con ogni sorta di funzionalità.

La roadmap di Intel, infatti, continua seguendo la politica di i ntrodurre un rinnovo dell’intera gamma ogni anno, alternando il lancio della successiva generazione di architetture all’annuncio di una nuova tecnologia produttiva.

In questo modo si offre costantemente al mercato la possibilità di battere i record precedenti, secondo quella che a Intel definiscono ormai, “la maledizione della legge di Moore”.

Autore: ITespresso
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