Per Linux è il momento delle applicazioni

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Dopo l’affermazione nel middleware e nelle applicazioni ai margini della rete, Linux entra prepotentemente anche nelle applicazioni che da sempre costituiscono il cuore delle aziende

Dopo l’affermazione nel middleware e nelle applicazioni ai margini della rete, Linux entra prepotentemente anche nelle applicazioni che da sempre costituiscono il cuore delle aziende: gestionali, Erp, Crm. Ecco quali sono le opportunità per gli sviluppatori italiani, le trappole da evitare e i programmi dei principali vendor software e hardware Si è sempre detto che uno dei limiti alla diffusione di Linux era la mancanza di applicazioni. Un’affermazione che sembra sempre meno vera, anche se la strada da percorrere è ancora lunga. E non si parla solo di software middleware, secondo dati Gartner le nuove licenze per database sono cresciute del 118% su Linux nell’ultimo anno e solo del 10% su Windows e di appena lo 0,7% su Unix. Le applicazioni Erp, Crm, gestionali, cominciano a essere conosciuti e utilizzati: l’esempio eccellente in questo campo è Compiere, un Erp e Crm, sviluppato e venduto con un modello completamente open source, di cui esiste anche la versione italiana. Anche i principali vendor software hanno ormai un dichiarato e concreto interesse, Oracle, Bea, Sap, Computer Associates hanno tutti prodotti che girano su Linux, cedono alcuni dei loro codici e utilizzano software sviluppati dalla comunità, supportando i clienti che hanno scelto questa piattaforma e gli sviluppatori che vogliono realizzare applicativi specifici. E infatti anche software house italiane come Italsoft possono in modo abbastanza indolore portare i loro gestionali su Linux sfruttando i database che girano su Linux. Dall’altro versante tutti i principali vendor hardware hanno una politica di estrema apertura: Ibm, sostenitore della prima ora, ha un intero ecosistema dedicato; Hp ha mostrato un ampio impegno verso varie distribuzioni, compresa la sudafricana Ubuntu, il cui software verrà installato su desktop e portatili. Fujitsu-Siemens dichiara che Linux ormai rappresenta il 15% dei server venduti e Sun, dopo aver lanciato il portale Job e reso disponibile il codice sorgente di Solaris, vuole giocare un ruolo importante nell’open source. Eppure proprio Sun potrebbe essere una delle vittime di Linux, Red Hat gli ha infatti dichiarato guerra, sostenendo che il proprio sistema operativo è ormai pari se non superiore come funzionalità a Solaris. Il primo alleato di questa sfida è Ibm che ha creato con Red Hat la Solaris to Linux Factory, per facilitare la migrazione al sistema operativo del pinguino, naturalmente sui propri server. Hp ha deciso di non stare alla finestra e sta per aprire un laboratorio congiunto con Red Hat, per partecipare alla battaglia da suo pari.

Non è tutto oro quello che luccica, anche il scintillante mondo di Linux ha le sue ombre, per esempio i costi di migrazio- ne a livello business per le imprese, onerosi e forse superiori ai benefici, secondo Gartner. E per i system integrator aiutare le aziende in questa transizione potrebbe essere un’ottima opportunità di business. “Non c’è dubbio che utilizzare una sola piattaforma sia più economico che mantenerne 3 o 4 anche a livello di skill interni. I costi degli upgrade software degli altri sistemi operativi sono spesso proibitivi”, spiega Hans Sparkes, Head of Enterprise Linux, Systems & Technology, Emea Unisys: “D’altra parte l’ultimo kernel di Linux è robusto, affidabile e scalabile. I server Intel da utilizzare con Linux sono sicuramente meno onerosi di quelli Risc. Le applicazioni di classe enterprise come Oracle e Sap sono ormai ottimizzati per Linux. E gli skill per gestire Linux sono ampiamente disponibili, anche nelle aziende visto che lo staff Unix ha già le competenze necessarie. La cosa difficile e costosa per una grande azienda è sapere esattamente cosa ci sia nei tanti server dei datacenter per organizzare al meglio la migrazione, che altrimenti rischia di bloccare il business a lungo e di essere eccessivamente costosa. Capire come e cosa migrare all’interno delle imprese è proprio il compito di società come Unisys”. Se questi sono i problemi nelle aziende di fascia alta, per le piccole imprese si tratta ancora di superare la tradizionale paura dell’innovazione. Eppure anche lì qualcosa si muove, una ricerca condotta da Tedis per conto di Sun, mostra come il 25% delle Pmi italiane faccia ricorso a soluzioni open source, una percentuale che sale a 30% nel caso delle medie imprese. Il settore della meccanica è quello dove si riscontra una maggiore diffusione dell’open source (39%). Le applicazioni maggiormente utilizzate riguardano l’office automation (45,5%) e i sistemi di messaggistica (40%).

Novell con Suse e Red Hat sono sicuramente le due distribuzioni Linux più strutturate per offrire alle aziende quella affidabilità e quel supporto necessario per migrare su Linux con tranquillità e con un’ampia visibilità sul mercato. Secondo Robert Loos, Partner Sales Director Novell Italia le aree di maggiore successo per il porting delle applicazioni sono i portali e gli Erp. “I portali perché Internet da sempre è un dominio di Linux e dell’Open Source, ed Erp perché sono applicazioni che devono essere localizzate, quindi entrambe aree interessantissime per gli sviluppatori locali. Database e software per il management sono prodotti middleware, e quelli prodotti dalle grandi aziende come Oracle, Hp OpenView, WebSphere, Bea, da lungo tempo sono stati già portati su Linux. Il vendor di software locale potrà così sviluppare delle applicazioni basate su questi middleware. Dal punto di vista tecnologico, Novell è il promotore del progetto Open Source “Mono”, che permette di far operare applicazioni scritte per la piattaforma .Net sul mondo Linux”. “Tutto ciò che è stato sviluppato con linguaggi di programmazione e secondo standard è facilmente portabile sotto Linux”, aggiunge Giovanni Capone, Responsabile Professional Services, Red Hat Italia. “Tra le più portabili risultano essere applicazioni Web basate su standard legate a Java o altri linguaggi di programmazione connessi con lo sviluppo di applicazioni basate su Web. Diversi Erp, Database e applicazioni di altri settori sono disponibili per Red Hat Enterprise Linux. La suite di prodotti Oracle è un esempio per tutti”. Sia Novell-Suse che Red Hat si sono dotate negli anni di una strategia articolata per coagulare attorno a sé un canale in grado di incentivare l’adozione del migrazione delle applicazioni su Linux. “Novell offre una ampia gamma di programmi e strumenti per la migrazione delle applicazioni su Novell Suse Linux, come per esempio il programma Technology Partners per i vendor software e hardware indipendenti così come i programmi Novell Yes e Novell Ready per la certificazione degli applicativi”, spiega Loos. “Inoltre, esistono diversi centri di porting & migrating, di cui uno in Italia presso il nostro partner Avnet, dove le software house trovano un ambiente per il porting e la migrazione, disponendo dell’hardware e del software di cui necessitano. Anche Red Hat ha programmi per incentivare sviluppo, certificazione e supporto di applicazioni sotto Red Hat Enterprise Linux. “Uno di questi programmi è il programma Red Hat Ready per sviluppatori di applicazioni, che attualmente conta circa 400 Red Hat Ready Partners”, specifica Capone. “Red Hat supporta anche programmi realizzati dai suoi partner, tra cui va citata Ibm, la cui comunità developerWorks conta oltre 100.000 sviluppatori, che hanno realizzato oltre 6.500 applicazioni basate su Linux”. Accanto alle iniziative per il canale c’è un’attività costante per stimolare la domanda. “I programmi e i competence center – continua Loos – facilitano anche l’adozione da parte del cliente finale, soprattutto riguardo alle certificazioni. I clienti chiedono che l’applicazione sia costantemente certificata verso il sistema operativo sottostante, e conseguentemente verso un certo insieme di piattaforme hardware che, nel caso di Novell Suse Linux, vanno dalle piattaforme a 32 bit sino al mainframe. Una ulteriore iniziativa di Novell, chiamata Market Start, si pone l’obiettivo di accrescere lo stack di software applicativi su Linux tramite alleanze con player specializzati quali, per esempio, SugarCRM”. Stesso discorso per Red Hat che ha in programma un ricco calendario di corsi, dedicati sia agli utenti aziendali sia a quelli individuali. “Scopo di questi corsi – puntualizza Capone – è proprio quello di fornire ai partecipanti le competenze necessarie per utilizzare gli strumenti Linux oltre che per svilupparne di nuovi. Il calendario di questi corsi, che si tengono sia a Milano sia a Roma, è disponibile su www.redhat.it. Espressamente agli utenti individuali è dedicato il progetto Fedora. Si tratta di una versione di Linux liberamente disponibile, supportata da una comunità attiva e dedicata di sviluppatori, che hanno ormai messo a punto numerose applicazioni destinate all’utente finale, quali servizi di email, di directory, applicazioni office e per il Web”.

“Mentre la presenza di Linux negli ambienti periferici della rete è ormai consolidata, le soluzioni Linux in ambienti più critici cominciano solo adesso a essere presenti, in particolare grazie agli sforzi dei grossi Isv internazionali”, dice Marco Nigrelli, Solutions Channel Development Manager Emea Fujitsu Siemens Computers. “Anche in ambito locale e in particolare per le piccole e medie imprese, si comincia a notare l’interesse di alcuni sviluppatori nell’ambito open source. Questa esigenza viene percepita da Fujitsu Siemens Computers come uno degli sviluppi del mercato Linux nei prossimi periodi ed è per questo che a breve verrà presentata un’iniziativa rivolta a agli Isv che affiancherà l’iniziativa Linux Competent Partner Community che oggi è rivolta ai partner Fujitsu Siemens Computers”. Sta anche per essere annunciato un competence center per testare e certificare le applicazioni in ambiente Linux. Per incentivare l’utilizzo di Linux e la proposizione sul mercato di soluzioni Hp, ha sviluppato l’Elite Partner Program, che coinvolge al momento una decina di realtà. “Si tratta di società con forti competenze nell’ambito dello sviluppo di applicazioni o nella system integration. Riusciamo così a portare sul mercato una serie di soluzioni innovative per esempio nell’ambito dell’Erp o del billing”, spiega Roberto Fassina, Linux Business Manager, Hp Italiana. “Con questo programma e con gli accordi con i principali software vendor Linux, Red Hat, Novell senza dimenticare Debian e Mandrake, quando serve, Hp riesce a proporsi sul mercato come unico punto di ingresso per i clienti che intendono investire nell’open source, occupandosi anche dei servizi di assistenza nei confronti dei clienti, naturalmente in collaborazione con i partner. Si va così a risolvere uno dei problemi cronici di Linux che riguarda proprio i servizi. Ecco perché le aziende che aderiscono al programma Elite sono forzatamente in numero limitato. Le iniziative per stimolare il mercato sono continue e numerose, naturalmente sono spesso fatte in unione con i vendor software. Abbiamo da poco concluso il Novell Road Show, un’iniziativa fatta in collaborazione con i padri di Suse Linux in giro per l’Italia che è stata particolarmente fruttuosa. Collaboriamo con il competence center di Avnet e stiamo per aprire un altro competence center in collaborazione con un altro vendor software”. Anche Sun, come si diceva, ha aperto a Linux e infatti la maggior parte dei loro prodotti sono disponibili sulle piattaforme Linux, Solaris e Open Solaris. “In particolare, tutti i nostri volume server con tecnologia Amd a 64 bit supportano anche Linux; inoltre, la maggior parte dell’offerta software, compreso Sun Java Enterprise System (JES) e Sun Java Desktop System (JDS), possono essere eseguiti indistintamente su tutti questi Sistemi Operativi”, sostiene Marco Colombo, Alliance Account Manager di Sun Microsystems Italia. “Jds, per esempio, è un desktop totalmente aperto basato su Linux o su Solaris che permette l’utilizzo anche a utenti abituati al classico desktop Microsoft. Sun inoltre ha reso disponibile anche su Linux la propria suite di produttività StarOffice/OpenOffice, agevolandone l’adozione come sistema desktop. Infine, in Italia, Sun ha lanciato alla fine dello scorso hanno l’iniziativa Java Open Business (JOB) con un duplice intento: incentivare le comunità di sviluppatori a rilasciare applicazioni su ambienti open source, ivi compreso Linux, e invitare la Pmi a confrontarsi con l’ormai tangibile offerta di applicativi disponibile in Oss, che rappresenta un’alternativa economicamente praticabile”. Erp, Crm e portali sono anche per i vendor hardware le aree su cui esistono maggiori possibilità di business. “Sicuramente in questo momento i sistemi gestionali – specifica Colombo – gli Erp, i Crm, i portali e le soluzioni di groupware attirano maggiormente gli interessi e l’attenzione dei clienti e quindi degli sviluppatori. Sul portale di JOB (www.javaopenbusiness.it) ne sono già disponibili diversi, sia localizzati da progetti open source internazionali, sia completamente made- in-Italy. È quello il luogo dove la piccola e media impresa italiana può trovare documentazione, casi di studio, prodotti e riferimenti da contattare per l’adozione del software open source nella propria azienda”. “Come sempre – spiega Nigrelli – il successo dell’applicazione è dettato dalla richiesta del mercato e non esclusivamente dalla tecnologia adottata. Di sicuro l’Erp è l’applicativo sempre richiesto e alcuni Isv di fama internazionale stanno puntando molto su questa piattaforma. Non operando direttamente sul mercato della piccola e media impresa, riteniamo importante che siano i partner Fujitsu Siemens Computers a identificare la miglior soluzione all’esigenza del cliente. È per questo motivo che puntiamo molto sulla formazione dei nostri partner, tramite training dedicati, ma anche tramite incontri periodici con gli operatori, inclusi Isv e clienti finali”. Hp intravede un’area molto promettente nella migrazione delle applicazioni sviluppate su piattaforma Solaris verso Linux. “Red Hat ha recentemente lanciato un guanto di sfida a Sun – dice Fassina – e ritiene l’ultima versione del suo sistema operativo altrettanto e anche più competitiva di Solaris. Noi non intendiamo stare a guardare, Sun è storicamente un nostro competitor e ci affiancheremo a Red Hat nel fornire una serie di strumenti per realizzare il porting su Linux di applicazioni customizzate in ambiente Solaris”.

Autore: ITespresso
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