Per un’azienda su quattro oltre il 20% del proprio traffico di posta elettronica non è legato alle attività lavorative

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IDC ritiene che il numero complessivo di messaggi di posta elettronica
inviati in tutto il mondo crescerà dai 9,7 miliardi del 2000 ai 35
miliardi del 2005.

Lo studio evidenzia anche notevoli differenze tra i vari paesi europei: in alcune nazioni il numero di e-mail personali risulta fino a dieci volte maggiore rispetto a quello dei colleghi in altri paesi. La ricerca di Hitachi Data Systems ha evidenziato anche le notevoli implicazioni economiche e tecnologiche derivanti dall’archiviazione dei messaggi di posta elettronica non riguardanti la sfera lavorativa. Secondo le nuove normative dell’U.E. entrate in vigore, è obbligatorio conservare tutti i messaggi di posta elettronica per un tempo definito, che varia da paese a paese, quindi le aziende dovranno affrontare il problema dell’archiviazione dei messaggi di posta, ulteriormente aggravato dal peso che le e-mail personali hanno sui sistemi dedicati all’archiviazione dati. La ricerca evidenzia come la maggior parte delle aziende non sia ancora preparata a risolvere questa problematica, soprattutto se associata a volumi di posta elettronica sempre più elevati. Secondo lo studio – che ha coinvolto un totale di 14 nazioni nell’area EMEA il 75% dei responsabili dei sistemi informativi intervistati ha concordato sul fatto che la posta elettronica consumi oltre il 5% della capacità di archiviazione complessiva delle rispettive aziende. Un quarto degli intervistati, però, ha affermato che più del 20% dei dati archiviati è composto dai messaggi di posta elettronica, mentre un responsabile su dieci ha parlato addirittura del 40%. La ricerca evidenzia, inoltre, che i dati italiani differiscono in parte da quelli registrati in media negli altri paesi: se il 45% delle aziende italiane, in linea con la ricerca, dichiara che più del 10% del proprio spazio informatico è oggi dedicato alla gestione della posta elettronica, soltanto il 6% delle aziende afferma che oltre il 20% del proprio traffico di posta elettronica riguarda messaggi privati e non di lavoro.

Autore: ITespresso
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