Per YouTube è tempo di far soldi con il Web 2.0

Aziende

Trecento milioni di utenti ogni mese: anche Papa Ratzinger e il Vaticano se ne sono accorti e vogliono aprire un canale. Nell’anno dei social network, dominato dal fenomeno Facebook, il “vecchio” YouTube, divenuto fenomeno planetario con l’acquisizione per 1,65 miliardi da parte di Google,

sta dando il meglio di sè. Dopo tante novità tecniche (sottotitoli, i link per l’e-commerce musicale, Youtube Tv, il primo Live, video HD e 16:9 eccetera), il sito di video condivisione si sta rinnovando anche sotto altri profili: ha dato il via a una svolta moralizzatrice per voltare pagina e respingere le accuse di cyber-bullismo e pirateria; sta cercando accordi coi media mainstream (a partire da Mgm). Imperativo: monetizzare la propria enorme popolarità, diventando una vera macchina da soldi. Tutti gli smartphone e gadget di tendenza, del resto, vantano un accesso diretto a YouTube.

E i filmati in Rete sono una delle più forti attrazioni e killer app di Internet.

Sarà per questo che le uniche grane dell’inarrestabile galoppata di Youtube arrivano dal mondo Tv tradizionale (con le cause di Vivendi e Mediaset)?

La Santa Sede metterà a disposizione dei fedeli un suo canale dedicato su Youtube, seguendo le orme del Congresso Usa nell’era Obama, già presente nel sito di video sharing con due piattaforme “Senate Hub” e “House Hub”.

In Spagna anche Zapatero ha pensato di “postare” dei video per spiegare i provvedimenti del suo governo. Mentre in Italia, a parte il tentativo del ministro della Pubblica Istruzione, Mariastella Gelmini, solo l’opposizione rappresentata da Antonio Di Pietro, Grillo e Travaglio, ha saputo sfruttare la capallarità e l’effetto scoop del mezzo.

Rimane che, insieme a Facebook, YouTube è l’altro goioiello del Web 2.0, capace di portare frotte di utenti in Rete: 300 milioni ogni mese.

Il 2009 sarà l’anno della svolta di Youtube: da sito di grandissima popolarità a sito capace di generare cash. Questa è la più grande ambizione di Google.

YouTube è ai primi posti dei siti più trafficati al mondo: 300 milioni di utenti ogni mese; la prima diretta su Youtube Live ha registrato un’audience con picchi di 700mila utenti.

Facebook e YouTube sono i servizi più richiesti sugli smartphone e gadget touchscreen di ultima generazione e anche su fotocamere di tendenza come la Cybershot G3 di Sony, presentata al Ces.

Le novità tecniche, introdotte negli ultimi mesi sono piccole, ma significative: prima Youtube ha aggiunto i sottotitoli; poi è diventato widescreen, passando in 16:9 invece che in 4:3; poi è stata lanciata una versione HD di YouTube con lo standard minimo di 720p/1080i; quindi ha siglato un accordo con Mgm per portare su YouTube lungometraggi del calibro deI Magifici Sette; accordi anche con LionsGate e Cbs per uplodare, legalmente, episodi di Star Trek e Beverly Hills 90210.

Nel 2006 Warner era stata la prma Major a rompere l’accerchiamento contro Youtube, accusato di pirateria, e a stringere un accordo con il sito, ma ora ne è uscita indispettita. A generare cassa, sono le inserzioni pubblicitarie legate ai video-cli p, ma secondo Warner la quota è troppo bassa. Eppure, il mercato delle video ads (gli spot sui video online) è in grande crescita: solo nel 2009, il rialzo previsto è del 45% a quota 850 milioni di dollari. Lo riporta eMarketer.

A pensarla diversamente sono invece Mgm,LionsGate, Cbs, e Universal: l’etichetta musicale di recente ha affermato che sta guadagnano decine di milioni di dollari grazie a Youtube.

Infine piacciono sempre più anche i video generati dagli utenti, guardati dal 70% degli utenti Usa (fonte:Deloitte).

Comunque sia, appena Youtube avrà imparato a fare soldi, potrà voltare pagina rispetto alle brutte vicende dei contenziosi legali, che da Vivendi all’italiana Mediaset , hanno fatto causa al sito di video condivisione, arrivando a chiedere la prima un miliardo di dollari e la seconda 500 milioni di euro di danni.

Ma Youtube per ora tira dritto verso il futuro e non pensa alle questioni legali: parentesi del passato, da archiviare in fretta.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore