Perché (quasi) tutti vogliono comprare Yahoo!, ma Verizon è in pole

AcquisizioniAziende
Perché (quasi) tutti vogliono comprare Yahoo!, ma Verizon è in pole
1 4 Non ci sono commenti

Le società di analisi mettono al microscopio Yahoo!. Ecco perché gli asset online del portale di Sunnyvale sono appetibili, ma non può farcela da solo. Verizon è la favorita per acquisire Yahoo!

Dopo la discesa in campo del Daily Mail, sta per entrare nel vivo l’asta per gli asset online di Yahoo!. In pole position per aggiudicarsi le proprietà Web del portale di Sunnyvale è Verizon Communications, ieri oggetto di uno dei rari scioperi negli USA (con 40mila i partecipanti).

Perché (quasi) tutti vogliono comprare Yahoo!, ma Verizon è in pole
Perché (quasi) tutti vogliono comprare Yahoo!, ma Verizon è in pole

Verizon acquisì AOL lo scorso giugno per 4.4 miliardi di dollari, entrando nel mercato dell’advertising online. Adesso, secondo gli analisti di Wall Street, Verizon è la favorita per aggiudicarsi Yahoo! e vorrebbe sostituire il Ceo Marissa Mayer con lo Chief Executive di Aol, Tim Armstrong. Aol – che possiede  Huffington Post, Techcrunch, Engadget eccetera – acquisì Millennial Media per 250 milioni di dollari, per rafforzarsi nell’advertising, e di recente ha lanciato il servizio di video mobile, go90, costruito su video streaming acquisito da Intel. nel 2014.

Il matrimonio fra AOL e gli asset online di Yahoo, renderebbe la combinata un colosso dell’advertising online.

Perché Yahoo!, considerato un brand marginale in Silicon Valley, è così corteggiata? Il portale di Sunnyvale, pur avendo perso la partita prima con Google e poi con Facebook, negli USA è tuttora la terza piattaforma più visitata, forte di 204 milioni di utenti a febbraio, secondo Comscore. In quel contesto, Facebook ha appena l’1% di utenti in più e il sito e le apps di Google solo il 17% in più. Un americano su 4 legge ancora news e sport su Yahoo! almeno una volta la settimana, come  emerge da uno studio dell’Università di Oxford. Nell’ambito “finanza personale” è poi popolare presso i Millennials, nati dopo gli anni ’80, grazie a popolari articoli sui debiti e sulle trimestrali di mercato. Inoltre, continuano a catalizzare l’attenzione intenazionale la piattaforma di blogging Tumblr, il servizio di foto condivisione Flickr e la webmail o il sito di domande e risposte Yahoo Answers, utile anche per svolgere i compiti di scuola. Tutto ciò fa sì che ancora un miliardo di utenti visitino Yahoo!.

Il portale di Sunnyvale è dunque appetibile. Tuttavia, da solo non ce la fa, visto che cattura appena l’1,5% spesa mobile online degli inserzionisti, contro il 35% di Google e il 19% di Facebook (fonte: eMarketer). La situazone di Yahoo! sarebbe in peggioramento, visto che il fatturato potrebbe calare del 15% secondo Recode.

Il guai di Yahoo! è che non ha utenti loggati come Google e Facebook: significa che la sua pubblicità non è mirata come quella dei competitor, perché non si sa chi fa cosa sul sito, secondo Enders Analysis. Anche se non sono dti completamente anonimi (grazie ai behavioural data), sono dati meno interessati degli utenti loggati di Google e Facebook.

Perché anche il DailyMail è interessato? Il sito vanta 51 milioni di lettori ed è fra i primi 10 siti ed apps di news più visitati. Ma Yahoo e il suo partner ABC News ne attrae più del doppio.

Infine, all’asta alcuni partecipanti potrebbero essere attratti dalla proprietà intellettuale di Yahoo, composta da 6mila brevetti del valore di 4 miliardi di dollari. Potrebbero essere interessanti al search tool controllato a voce Index player del calibro di Google, Microsoft, Apple e Amazon, per sfidarsi nel segmento degli assistenti vocali.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore