Perfect Dark Zero

Management

Pur rispettando i canoni del genere, il gioco non è il "solito" sparatutto

Pur rispettando i canoni del genere, il gioco non è il “solito” sparatutto. Gli scontri a fuoco sono frequenti, le armi a disposizione molto varie e la storia si rivela un semplice pretesto per l’azione: sgominare, nei panni della letale e sinuosa Joanna Dark, i piani criminali di una corrotta multinazionale. Affrontare più avversari insieme si rivela però piuttosto complicato. Mancano pozioni rigeneranti (Joanna recupera solo col tempo i punti vita) e il realismo delle sparatorie, pur non esasperato, non è da sottovalutare. Ecco allora che Perfect Dark Zero si arricchisce di una componente strategica, minimale, ma non priva di un certo fascino. Scordatevi i movimenti silenziosi di Thief o le acrobazie pirotecniche di Splinter Cell. Vi ritroverete a utilizzare lo speciale comando per far riparare Joanna dietro lo stipite del muro, a sviare l’attenzione dei nemici neutralizzando i sistemi di allarme e a comunicare loro false informazioni via radio. Eseguire le istruzioni ricevute durante il briefing iniziale o durante la missione, fa poi spesso la differenza tra la vita e la morte. Nonostante l’elevato livello di difficoltà di alcune missioni e qualche incertezza nell’intelligenza artificiale, Perfect Dark colpisce nel segno per l’eccezionale livello visivo, una spettacolare modalità multiplayer (soprattutto “cooperativa”) e per la giocabilità coinvolgente. A cura di Lorenzo Cavalca

Autore: ITespresso
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