Periodo nero per la Microsoft problemi anche con lUnione Europea

Aziende

Continua il momento difficile della Microsoft per presunte violazioni delle normative dettate a tutela della privacy nellambito della Comunita Europea.

BRUXELLES. A seguito di uninterrogazione di Erik Meijer membro olandese del Parlamento europeo, la Commissione Europea ha annunciato di aver avviato delle indagini sul servizio gratuito della Microsoft denominato .NET Passport service per accertare se il sistema di raccolta di dati personali di tale servizio sia conforme alle attuali normative in tema di privacy. In particolare il servizio della Microsoft e stato progettato per raccogliere informazioni sui navigatori di Internet attraverso la posta elettronica o altri siti che svolgono attivita ludiche, di commercio elettronico, di Internet banking. Tra le accuse mosse alla Microsoft assume una particolare rilevanza quella secondo cui in caso di mancata registrazione a .NET Passport lutente si troverebbe escluso dalla maggior parte dei servizi offerti dai siti interessati. Continua il momento particolarmente difficile della Microsoft che tra i tanti guai giudiziari si ritrova ad avere anche problemi di privacy con la Commissione Europea che non vanno assolutamente trascurati, in quanto gli Organi Comunitari sono particolarmente sensibili alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali ed alla libera circolazione di tali dati. Come e noto, difatti, il Parlamento Europeo ed il Consiglio hanno emanato due importanti direttive nel campo della privacy ed in particolare la n. 95/46/CE del 24 ottobre 1995 di carattere generale e la n. 97/66/CE sulla protezione dei dati nelle telecomunicazioni. Inoltre i Garanti dEuropa in una recente riunione hanno diffuso un indirizzo generale, in attesa delladozione di una specifica raccomandazione, con il quale, facendo particolarmente riferimento alladozione delle nuove tecnologie nel mondo del lavoro, hanno sancito che qualsiasi raccolta, uso o conservazione di informazioni sui lavoratori attraverso sistemi manuali ed elettronici rientra nellambito della legislazione sulla protezione dei dati, anche in relazione ai contratti anteriori allassunzione dei lavoratori (v. La tutela della privacy nellambito del rapporto di lavoro i Garanti dEuropa manifestano preoccupazioni). Il nostro paese anche se lentamente sta completando il processo di recepimento sia della direttiva di carattere generale (iniziato con la legge n. 675/96 e continuato fino alla recente emanazione del d.lgs. n. 467/2001) che della direttiva sulle telecomunicazioni con il d.lgs. n. 171/98 modificato in parte dallo stesso d.lgs. n. 467 (in particolare con riguardo allart. 5 per adeguare la normativa vigente agli sviluppi intervenuti nel settore delle comunicazioni elettroniche). Ma per la verita come sottolinea lo stesso Garante nella sua relazione annuale relativa al 2001 ladeguamento delle normative nazionali e a buon punto in tutti i paesi dellUnione Europea tranne che in Francia, Irlanda e Lussemburgo. Da segnalare, inoltre, a livello comunitario, lincessante attivita del gruppo costituito a norma dellart. 29 della direttiva n. 95/46/CE che con il parere 9/2001 WP 51 ha fornito, anche, il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione europea intitolata Creare una societa dellinformazione piu sicura rafforzando la sicurezza delle infrastrutture, dellinformazione e lottando contro la criminalita informatica. Nel quadro delle forme di collaborazione e scambio tra le autorita di protezione dei dati, va ricordato anche lInternational Working group on data protection in telecommunications (cd. Gruppo di Berlino), luogo di discussione ed approfondimento, non solo a livello europeo, tra esperti in materia di tecnologie ed informazione che si occupa di temi quali Internet, crittografia, comunicazioni elettroniche. Tale gruppo ha tenuto due riunioni, la prima a Bangalore (India) e la seconda a Berlino nel corso delle quali sono state affrontate importanti problematiche di privacy attinenti alluso della rete dove tutti i membri hanno concordato sulla necessita della trasparenza e proporzionalita come misure indispensabili da adottare in tale settore. E ovvio che di fronte ad un tale quadro generale comunitario, la Microsoft avra vita dura anche se non si puo fare a meno di rilevare che la Rete attraverso lo spamming, i cookies, i data-log favorisce continue violazioni alla privacy, che per la verita non vedono responsabile la sola Microsoft, oggi nellocchio del ciclone. [STUDIOCELENTANO.IT ]

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore