Persona dell’Anno di Time: Il (cyber) dissidente

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Persona dell'Anno di Time: Chi protesta

Le proteste e le mobilitazioni innescate dai social network hanno cambiato la geografia e la politica estera del 2011. Persona dell’Anno di Time è chi protesta, usando anche la Rete: dalla Primavera Araba a Occupy Wall Street

I ragazzi della Primavera Araba e di Occupy Wall Street hanno qualcosa in comune: scendendo in piazza, da Tunisi al Cairo a Tripoli, ma anche ad Atene, Wall Street e Mosca, dopo aver usato i social network, Facebook e il microblogging Twitter, per protestare e mobilitarsi contro ingiustizie o repressioni di regimi liberticidi. I manifestanti sono la Persona dell’Anno di Time perché “hanno letteralmente cambiato il mondo“, ridefinendo il “potere delle persone”.

Da uno studio di ricercatori della Sissa di Trieste, che sarà pubblicato sulla rivista ‘Pnas’, emerge che sui social network domina il “conformismo” (il “mi piace” è il pulsante più cliccato). Ma a vincere nel mondo reale, fuori dal virtuale, secondo il Time, è la protesta. Forse anche i social media diffondono un “conformismo anticonformista”, che induce gli amici a omologarsi alle scelte degli ‘amici’ o dei cosiddetti opinion leader, anche nelle mobilitazioni contro i regimi repressivi.

Il Time mette in copertina un dissidente con il volto coperto, tranne gli occhi, come da iconografia mediorentale: “Un anno dopo che un venditore di frutta tunisino si è dato fuoco, il dissenso si è diffuso in tutto il Medio Oriente, in Europa e Stati Uniti, rimodellando la politica mondiale e ridefinendo il potere dei popoli” . Nei paesi in via di sviluppo naviga in Rete solo il 21% della popolazione, a fronte di un 69% nei paesi evoluti.

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