Photokina, la consacrazione del digitale

AccessoriWorkspace

L’edizione 2006 di Photokina, la fiera della fotografia che si svolge ogni
due anni in Germania, ha messo in mostra un mercato florido e ricco di novità,
dal quale è ormai praticamente scomparso tutto ciò che apparteneva
all’analogico. Una novità rispetto al passato: la massiccia presenza dei colossi
dell’elettronica di consumo

Le fiere si sa, nell’epoca di Internet, non servono tanto per scoprire le novità, spesso sbirciate navigando sulla Rete, bensì per immergersi in quel determinato settore e cogliere sensazioni e impressioni da espositori, esperti e pubblico. Così è anche per Photokina, la fiera dedicata al mondo dell’imaging, che si tiene ogni due anni a Colonia in Germania. L’edizione di quest’anno ha visto la definitiva affermazione del digitale e la scomparsa pressoché totale di tutto quello che apparteneva ancora al mondo dell’analogico; a parte qualche timida presenza nell’ambito delle pellicole, con Kodak e Fujifilm che offrono tuttora qualche novità a un sempre più ristretto numero di persone. A dare una connotazione diversa rispetto al passato è stata soprattutto la presenza in grande dei colossi dell’elettronica di consumo, come Sony, Samsung e Panasonic, che quest’anno hanno presentato i loro primi prodotti reflex, dopo aver occupato con una certa forza il settore delle compatte. Ognuno di questi competitor ha affrontato la nuova sfida stringendo alleanze e collaborazioni con marchi storici della fotografia. Panasonic ha siglato un accordo con Olympus per la parte delle macchine, e con Leica per le ottiche; Samsung ha stretto una partnership con Pentax; Sony, dal canto suo, ha molto più sbrigativamente acquistato gli asset fotografici di Konica Minolta. Oggi il mercato delle reflex digitali vanta ben dieci importanti produttori: Canon, Fujifilm, Leica, Nikon, Olympus, Panasonic, Pentax, Samsung, Sigma, Sony. L’entrata dei nuovi vendor, dotati di grandi capacità produttive e di investimento, può offrire buone opportunità di crescita al settore e ampliare il bacino d’utenza con un’offerta quanto mai variegata. Sia in termini di prezzo che di caratteristiche tecniche. La società di analisi Gfk, in occasione di Photokina, ha reso noti alcuni dati di mercato che offrono un’interessante panoramica del mercato digitale. Il comparto mondiale delle fotocamere digitali nel suo complesso a fine 2006 si dovrebbe attestare su 105 milioni di pezzi, contro i 92 milioni venduti lo scorso anno. L’Europa, Paesi dell’Est e dell’Ovest assieme, già dagli anni passati risulta essere l’area geografica più importante, davanti alle Americhe. Si stima che il vecchio continente quest’anno possa raggiungere quota 40 milioni contro i 36 delle Americhe. Di questi, il 37% è rappresentato da apparecchi con risoluzione compresa tra 5 e 6 Megapixel, e il 23% da risoluzione nell’ordine dei 6/7 Megapixel, a conferma dell’innalzamento della risoluzione delle nuove fotocamere digitali. In netto calo le macchine con risoluzione inferiore ai 4 Megapixel, con una percentuale del 4%. Il segmento delle reflex digitali, grazie all’avvento dei nuovi apparecchi entry level caratterizzati da prezzi contenuti, dovrebbe raggiungere picchi interessanti. Già nel primo semestre 2006, il comparto era passato dal 4% del 2005 al 6%. Ma si attendono grandi numeri dalla seconda parte dell’anno, quando nei negozi ci saranno tutti i nuovi modelli con prezzi inferiori, e anche di molto, ai mille euro.

Reflex prime donne Photokina 2006 verrà sicuramente ricordata come l’edizione più ricca dal punto di vista delle novità riguardanti le reflex digitali. Tutti i produttori hanno lanciato nuovi modelli, chi per la prima volta, come i marchi dell’elettronica di consumo, chi per ampliare ulteriormente l’offerta. Canon e Nikon, marchi storici di questo segmento, hanno proposto rispettivamente la Eos 400D e la D80, entrambi modelli da 10 Megapixel, caratterizzati da prestazioni e dettagli tecnici molto interessanti. La Canon Eos 400D, molto contenuta nelle dimensioni, va ad occupare il posto di primo prezzo della 350D. La D80 di Nikon, invece, consente al produttore di inserire una reflex di fascia media tra la entry level D50 e le professionali; facile e maneggevole, ma ricca di funzionalità, la D80 può fare gola anche ai professionisti che necessitano di un secondo modello da affiancare alla professionale. Olympus ha presentato la E400, basata sempre sul sistema 4/3, sviluppato dalla stessa casa, con risoluzione da 10 Megapixel e dotata di sistema per la pulizia del sensore. In una vetrina ben protetta, spuntava una super professionale, non ancora in versione definitiva, che dovrebbe essere pronta per la prossima primavera. Samsung, che vanta già due modelli di reflex digitali, ha proposto il suo terzo apparecchio, la GX10, con risoluzione da 10 Mega, schermo a cristalli liquidi da 2,5 pollici e possibilità di registrare in formato Jpeg e Raw. Pentax, che fornisce la tecnologia al colosso coreano, ha ampliato la propria gamma con la K10, una reflex molto interessante, e anche molto somigliante al modello Samsung. All’insegna dello standard 4/3 anche la nuovissima e prima reflex Panasonic. Robusta, dall’aspetto un po’ retrò, la Lumix L1 utilizza l’apprezzato processore Venus Engine e il sensore Live Mos di casa Olympus da 7 Megapixel. Sony aveva presentato la sua prima reflex Alpha 100 all’inizio dell’estate. In Photokina ha voluto ribadire il proprio impegno nel settore e le sue ambizioni, che mirano a conquistare un ruolo di assoluto protagonismo e a diventare il più importante produttore di fotocamere digitali a livello mondiale. Per Fujifilm è stata l’occasione per proporre la sua nuova macchina professionale, la S5 Pro, che va a sostituire l’ottima, ma un po’ vecchiotta S3. La nuova reflex adotta il corpo della Nikon D200, robusto e affidabile, e si avvale del sensore proprietario Super Ccd Sr Pro da 12 Megapixel effettivi, basato su pixel doppi, sensibili alle alte e alle basse luci. Da segnalare il debutto, nell’ambito delle reflex digitali, anche di un marchio storico come Leica, che fino ad oggi non aveva ancora fatto completamente il salto. La M8 è un apparecchio a telemetro dall’aspetto sostanzialmente simile alle Leica analogiche, ma con un sensore da 10 milioni di pixel e sensibilità di 2500 Iso. Può montare tutte le prestigiose ottiche della serie M dell’era analogica.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore