Piano anti evasione del fisco: dai grandi ai piccoli sono tutti sotto controllo

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L'anagrafe dei conti correnti non ha più segreti

Una circolare dell’Agenzia delle entrate spiega i criteri di lotta all’evasione: dai grandi sotto tutoraggio ai piccoli sotto la lente per Iva e mappature delel aziende di medie dimensioni

Sono più di tremila grandi contribuenti sotto tutoraggio, piani d’azione mirati su almeno un quinto delle medie imprese grazie a risk analysis “localizzate”, controlli sempre più selettivi su piccole attività e lavoratori autonomi, con l’aiuto determinante delle indagini finanziarie.

Il tutto improntato a una selezione delle posizioni a maggior rischio di evasione, così da cogliere nel segno e impedire il ripetersi di comportamenti evasivi. Sono le principali linee guida del percorso antievasione tracciato dall’Agenzia delle entrate con la circolare 18/E del 31 maggio scorso, che detta le strategie dei controlli fiscali messi in campo per quest’anno.

In particolare, aumentano le grandi imprese che finiscono sotto tutoraggio. Sono più di 3mila e 200 i contribuenti di grossa taglia esercenti attività di impresa costantemente monitorati dal Fisco, oltre mille in più rispetto ai 2mila dello scorso anno. L’intento è quello di non abbassare la guardia su questa platea di contribuenti, così da individuare in tempo utile fattori di rischio come, per esempio, una pianificazione fiscale aggressiva, politiche di utilizzo strumentale delle perdite fiscali o forme di arbitraggio basate sullo sfruttamento di strumenti finanziari complessi.

Gli 007 del fisco, nello stilare apposite schede di rischio che indicano il livello di pericolosità di questi contribuenti, tengono conto positivamente dei comportamenti che ne attestano la propensione a costruire un rapporto di collaborazione con l’Agenzia, in un’ottica di trasparenza e fiducia.

Il piano d’intervento sulle medie imprese, riguarda per il 2012 almeno un quinto delle imprese e si realizza grazie alla sinergia con la Guardia di Finanza, basandosi su analisi di rischio ben calate nel territorio e nelle realtà locali. La strategia messa in atto nei controlli prevede una mappatura dettagliata delle imprese presenti in ogni provincia con l’aiuto di Radar, apposito applicativo a disposizione degli agenti del fisco.

L’obiettivo è stilare dei risk score in base a precisi indici di pericolosità come, per esempio, l’assenza di controlli negli ultimi quattro anni, la presenza di perdite sistemiche o di redditività, su almeno due anni, molto più bassa rispetto alla media della categoria economica, così come il rischio di evasione in materia Iva. La strategia per contrastare e prevenire l’evasione delle imprese di minori dimensioni e dei lavoratori autonomi punta soprattutto a intercettare i corrispettivi non registrati mediante le indagini finanziarie, il ricorso alle quali è previsto in continuo aumento, fino a interessare nel prossimo futuro la maggior parte dei controlli su questa platea di contribuenti.

A fronte di una stabilizzazione del numero dei controlli si affinano sempre più gli strumenti di selezione a disposizione dell’Agenzia che consentono di indirizzare i controlli sui contribuenti a maggior rischio di evasione (Serpico, Interseco, Pandora, Liste selettive). Per i controlli sulle persone fisiche, le analisi di rischio degli agenti del fisco puntano, da quest’anno, sui soggetti ad alta capacità contributiva presenti in ciascuna provincia, ossia coloro che possiedono un patrimonio mobiliare e immobiliare che supera i 5 milioni di euro. L’accertamento sintetico si conferma al centro della strategia di contrasto all’evasione e comincerà a essere effettuato in base alle nuove disposizioni in materia introdotte dal decreto legge 78/2010, che si applicano per gli accertamenti relativi al periodo d’imposta 2009.

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