Piccole imprese grandi esportatrici

Aziende

Secondo Confapi le imprese, anche piccole, che lo scorso anno si sono affacciate sui mercati internazionali sono cresciute di 4.000 unità

L’Italia non si smentisce mai e nonostante le critiche al nostro “nanismo produttivo”, gli ultimi dati divulgati da Confapi (l’Associazione delle piccole e medie imprese italiane) su calcoli Istat mostrano un quadro a dir poco sbalorditivo. Nel 2003 il record del fatturato realizzato all’estero spetta alle imprese con meno di 50 addetti che da sole hanno prodotto il 92% del totale. L’Istat conferma che il 60% delle esportazioni proviene da aziende con meno di dieci addetti, il 32% da quelle con meno di 50 addetti, soltanto il 6% da quelle fino a 250 addetti, mentre le grandi imprese si limitano a un modesto 2%. Secondo Confapi la novità sta soprattutto nella crescita delle imprese anche piccole che si affacciano sui mercati internazionali che lo scorso anno sono aumentate di 4mila unità. A trionfare è il modello fai da te, che sfrutta le agevolazioni dalle associazioni di categoria e di alcuni interventi istituzionali, per altro ancora insufficienti. Oggi il problema principale riguarda i finanziamenti, mentre i metodi per arrivare all’estero hanno scoperto formule più convenienti, come la creazione di Joint Venture, che permettono di produrre anche in altri paesi dove il costo del lavoro è più basso.

Autore: ITespresso
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