Piccole reflex crescono

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Cresce il parco delle reflex 4/3. Olympus presenta il modello E-330, la prima
reflex dotata di LCD per la visione diretta del soggetto inquadrato. La qualità
delle immagini prodotte non ha nulla da invidiare a quella dei formati maggiori

Al tempo della pellicola e delle mitiche Rolleiflex biottica con mirino a pozzetto, era diffusissima quella che un critico di fotografia definì ?visione ombelicale?. Per guardare dentro al mirino bisognava abbassare la macchina fino all’ombelico e adottare un punto di vista all’altezza di questo.Oggi è di moda la visione ?braccia tese?. Il mirino più usato è lo schermo LCD posto sul retro della fotocamera, in cui si guarda tenendo la macchina davanti a sé. Mantenevano ancora la tradizionale visione ad altezza d’occhio, attraverso il mirino del pentaprisma, le reflex a obiettivi intercambiabili. Il loro schermo LCD serve esclusivamente per rivedere le foto scattate. Meglio: serviva, perché Olympus ha portato la visione ?braccia tese? anche nel mondo delle reflex a obiettivo intercambiabile. L’ultimo modello, siglato E-330, possiede un ampio display nel quale si può vedere, in presa diretta viene da dire, quanto si sta inquadrando in quel momento. La casa giapponese non è nuova a eleganti soluzioni tecniche. Nella sua storia c’è la serie di fotocamere OM, all’epoca la più piccole e compatte reflex di livello professionale. E c’è anche una Olympus-Pen, una reflex a ottiche intercambiabili piccolo formato. Su un normale rullino da 35 mm faceva ben 72 foto e consentiva di inquadrare guardando nel mirino grazie a un ingegnoso sistema di specchi. Un’esperienza che non è andata persa e ritorna nella attuale serie di reflex digitali. Già il precedente modello, E-300, non aveva il consueto pentaprisma, ma un sistema interno del tipo Porro, che permette di ridurre le dimensioni dell’apparecchio. Identico sistema è adottato in questa E-330. Grazie a esso è stato possibile trovare un piccolo spazio per installare un sensore CCD, vicino all’oculare del mirino. È questo CCD, e non il sensore di ripresa, a mandare l’immagine allo schermo LCD situato sul dorso. Che questa non sia la reale immagine ripresa dal sensore principale, destinato a produrre la foto, poco importa. L’inquadratura è la medesima. Ma la novità di questa Olympus non è solamente avere uno schermo nel quale osservare la scena inquadrata prima dello scatto, come si fa con le compatte. Il display di Olympus è anche estraibile e orientabile. Addirittura si può mettere a 90 gradi rispetto al dorso e usarlo per inquadrare, guardando dall’alto in basso, come si faceva con i vecchi mirini a pozzetto.

Autore: ITespresso
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