Piovono nuove critiche sul WiMax

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Adiconsum boccia il bando e l’Anfov mette l’accento più sulle ombre che sulle
luci

Critiche e perplessità si profilano all’indomani dell’annuncio della gara WiMax. Anti Digital Divide (ADD) ha già avanzato dubbi e perplessità. L’Associazione per la convergenza nei servizi di comunicazione (ANFoV) ritiene l’annuncio del bando WiMax un significativo passo avanti, tuttavia non nasconde lo scetticismo. L’ANFoV chiede chiarezza in merito all’utilizzo dello standard Wi-Max Mobile STD 802.16E e alla possibilità di utilizzo del Wi-Max come backhauling, per non penalizzare gli operatori nuovi entranti.

Meno tenera è Adiconsum che critica il bando considerandolo un’occasione persa: ?La soluzione adottata dal Governo per assegnare le frequenze utili allo sviluppo della banda larga mediante la tecnologia Wi-max non va incontro agli interessi dei cittadin i?. Adiconsum esprime totale contrarietà alla procedura di assegnazione presentata dal ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni e chiede al Governo di attuare con i fatti e non solo a parole l’impegno per rendere la banda larga Servizio universale ?. Inoltre, sempre secondo Adiconsum, gli operatori “non hanno alcun interesse a spingere sul wi-max; ora potranno tenere le frequenze nel cassetto o usarle a propria discrezione con il solo obiettivo del proprio profitto per ben 30 mesi”. Troppo tempo infatti deve trascorrere prima dell’avvio delle procedure per la verifica dell’effettivo utilizzo sul territorio. L’Aiip, l’Associazione Italiana degli Internet Provider, non si è ancora pronunciata e vedremo se vedrà più ombre che luci nel bando per il WiMax, che dovrebbe abbattere lo storico divario digitale in Italia: il nostro paese sarà comunque l’ultimo in Europa ad avere il WiMax.

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