Piovono nuove critiche sulla Pec di Brunetta

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Il ministro Renato Brunetta ha promesso una pioggia di Pec: dieci milioni di account di posta elettronica certificata. Ma senza l’anagrafe digitale, rischia di rimanere un progetto solo sulla carta e fare la fine delle firme digitali

La Pec gratis per tutti i cittadini italiani, ha riportato la palla al centro su E-gov 2012 (anche se, finché l’Italia è spaccata in due da un cronico Digital Divide, l’e-government difficilmente decollerà). Ma la Pec gratis per tutti gli italiani, sta scontentando tanti player e osservatori del settore.

L’ultima denuncia è firmata dall’esperto di diritto Guido Scorza su Punto Informatico . Scorza afferma che senza l’anagrafe digitale, la pioggia di 10 milioni di Pec regalate, rischia di rimanere un progetto solo sulla carta: invece di semplificare, si rischia di creare una “l’ennesima infrastruttura informatico-giuridica destinata ad essere snobbata dal mondo degli affari”,resa anacronistica dai tempi e“‘ennensimo freno allo sviluppo del mercato come già accaduto in occasione dell’introduzione nell’Ordinamento delle firme digitali“. Insomma, un film già visto e senza happy-end.

Ma la telenovela della Pec non finisce qui, come già accennavamo nei giorni scorsi. La Pec è un grande affare, valutato in 50 milioni di euro. Scrive The Inquirer : “Lo Stato regala il servizio? E’ possibile pensare a un incremento di 4,7 milioni di caselle PEC in un anno? Ma in questo caso cosa succederebbe al sottostante mercato di tutti quelli che vendono la PEC ormai da anni? Com’è possibile tenere sul filo per tanto tempo tutti gli stakeholders pubblici e privari che devono usare la PEC? E come si collega questo all’annosa lacuna – italiana ed europea – in tema di Certification Authorities ?”.

Inoltre lo scenario si fa preoccupante, anche perché, come scriveva StudioCelentano.it nei mesi scorsi: temiamo che “Nell’ambito della PEC si verifichi la stessa confusione che poi ha contraddistinto la nostra firma digitale. Ci sono voluti diversi provvedimenti ed anni per chiarire (non completamente) il rapporto tra firma elettronica e firma digitale”.

Nel 2007, con l’iscrizione di Lombardia Integrata Spa, diventavano 17 i gestori per 2500 domini attivitati, nell’elenco pubblico del servizio di posta elettronica certificata tenuto dal Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione e pubblicato sul sito Internet. Ma ora la Pec gratuita di Brunetta, potrebbe snaturare il mercato con un intervento dall’alto.

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Autore: ITespresso
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