Pirateria, BSA dà i numeri

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La vetta della classifica dei paesi-pirata spetta alla Cina, il cui tasso di illegalità è di 9 miliardi di dollari contro i 3 miliardi di quello legale. L’Italia si aggiudica invece il 48%, in declino di un punto percentuale

Global Software Piracy Study, il consueto report annuale di BSA, l’associazione dei produttori software, fotografa lo stato della pirateria nel mondo e stkila una “lista dei paesi nemici”, che vedono in testa i paesi emergenti, e in Europa maglia nera è ancora l’Italia. Business Software Alliance (BSA) archivia il 2011 registrando il 57% di pirati, dediti al download di software pirata, fra i possessori di PC, sia occasionalmente che in generale.

Il software illegale a livello globale è passato dai 58,8 miliardi di dollari nel 2010 ai 63,4 miliardi registrati nell’anno scorso. Quindi, in valore è aumentata la pirateria nel mondo. La vetta della classifica dei paesi-pirata spetta alla Cina, il cui tasso di illegalità è di 9 miliardi di dollari contro i 3 miliardi di quello legale. L’Italia si aggiudica invece il 48%, in declino di un punto percentuale rispetto all’anno precedente. Una percentuale alta rispetto alla media dell’Unione Europea (33%), in un mercato illegale da 1,398 miliardi di euro.

Matteo Mille, presidente di BSA Italia, chiede perà misure draconiane per l’enforcement del copyright e la lotta alla pirateria digitale: “Se il 48 per cento dei consumatori taccheggiasse i prodotti sugli scaffali dei negozi, questo sicuramente indurrebbe le Istituzioni ad intensificare la sorveglianza da parte delle forze dell’ordine e ad appesantire le pene per i trasgressori della legge“.

Autore: ITespresso
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