Pirateria e-book e film, sequestri a raffica in Italia

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ISP USA diventano cyber sceriffi?

Chiusi siti accusati di pirateria di video e libri digitali: sigilli posti a ScaricoLibero e FilmGratis, e a Library.nu. Intanto la Corte di Giustizia UE respinge la sorveglianza generalizzata

Tempi duri per i “pirati”, dopo il caso MegaUpload. Anche in Italia sono stati messi i sigilli a siti accusati di pirateria di video e di libri digitali. Chiusi ScaricoLibero e FilmGratis, ma anche Library.nu, soprannominato il MegaUpload dei libri. La “retata anti pirateria” ormai sembra far parte di un’onda anti file sharing, scatenata dopo le proteste mondiali “contro SOPA” e in Europa “contro ACTA”.

L’avvocato Fulvio Sarzana di S. Ippolito ha confermato il sequestro delle due piattaforme di file sharingstreaming illegale con un’azione  condotta degli uomini delle Fiamme Gialle. Sono stati posti sotto sequestro anche i nomi a dominio e gli alias, gli indirizzi IP statici associati ai TLD. I server avevano sede in Olanda. I  responsabili dei siti illegali sono stati accusati dei reati di violazione delle leggi sul diritto d’autore e di ricettazione. Gli inquirenti contestano agli intestatari dei domini che i due servizi fossero in grado di generare circa 300 dollari al giorno.

L’Associazione Italiana Editori (AIE), che settimana scorssa denunciava il dilagare della pirateria degli e-book (con 3 titoli-pirata su 4), ha detto di aver partecipato ad un’azione inteernazionale per chiudere il sito Library.nu, detto il “MegaUpload degli e-book“, e del servizio di hosting ifile.it. I titolari dei siti sono accusati di aver tratto illeciti profitti per quasi 8 milioni di euro.

In UK Serious Organised Crime Agency (SOCA) ha invece chiuso rnbxclusive.com: i responsabili rischiano 10 anni di carcere e una multa.

Invece di tutt’altro segno è la decisione della Corte di Giustizia UE che respinge la politica dei filtri della cyber sorveglianza. Nel “caso Sabam c. Scarlet”,  la Corte di Giustizia UE si esprime in merito ai filtri della comunicazioni online. Marco Scialdone, responsabile del team legale di Agorà Digitale, plaude alla sentenza: “Speriamo che la netta presa di posizione della Corte  porti gli Stati membri, in primis la Francia, ad interrogarsi sulla compatiblità con il diritto comunitario del loro modello di tutela della proprietà intellettuale, basato in larga parte su una monitoraggio costante della vita online delle persone“.

Sito postop sequestro
Nel caso Sabam- Scarlet la Corte di Giustizia UE respinge la cyber sorveglianza con i filtri
Autore: ITespresso
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