Pirateria informatica: in Italia un programma su due è contraffatto

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BSA e Idc rendono noti i dati sull’impiego di programmi illegali copiati o crackati. Mentre in area Ue la pirateria diminuisce, in Italia cresce

L’Italia è l’unico paese, insieme alla Danimarca, in cui il tasso di pirateria informatica aumenta invece di calare. A sottolineare la controtendenza nell’illegalità del nostro paese è uno studio di BSA (Business Software Alliance), commissionato a IDC. Il caso italiano, d’incremento dell’illegalità, emerge a livello mondiale con particolare riferimento all’Europa, all’area Emea, dove si registra un calo generalizzato, seppur contenuto, della pirateria. Per pirateria lo studio di Bsa e Idc, intitolato Global software piracy study, intende l’impiego di programmi illegali copiati, contraffatti, crackati eccetera. Secondo lo studio, giunto alla seconda edizione, l’indice di pirateria in tutto il mondo è sceso al 35% per cento del 2004, dal 36% dell’anno precedente. Il danno economico, misurato in media su 87 Paesipresi in esame da Idc e Bsa, è passato da 28,794 miliardi di dollari a un valore di 32,695. Quindi, di fronte a un leggero calo in percentuale, il valore del danno ipotetico è aumentato. In Italia, invece, il tasso di pirateria è aumentato dal 49% al 50,5%. A livello mondiale, la pole position della pirateria spetta al Vietnam con 92 punti percentuale, seguita da Ucraina al 91% e dalla Cina al 90%.

Autore: ITespresso
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