Più Aspire One con XP Home ai distributori italiani

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Il 60% degli Aspire One richiesto dai distributori adotta Windows Home, il 40% Linux. Un prodotto che non teme la concorrenza del prossimo netbook di Packard Bell, Dot, in arrivo per Natale. Facciamo il punto con Federico Carozzi, country manager di Acer Italia

Se a livello mondiale l’obiettivo è toccare i 20 miliardi di dollari entro Natale, il fatturato che la filiale italiana di Acer vuole raggiungere è pari a 1 miliardo di euro, con una crescita del 20% rispetto agli 870 milioni di euro del 2007. E’ la squadra di Federico Carozzi, country manger locale, che si appresta a consolidare la crescita in questo ultimo quarter dell’anno, iniziato con la consegna dei modelli di netbook Aspire One.“L’annuncio di luglio di Aspire One è stato seguito con interesse dal canale, che ha ordinato per il 60% il modello con XP Home, mentre il modello con Linux si è attestato attorno al 40%. La domanda c’è ed è molto interessante”.

Per il momento l’offerta dei prodotti Acer e di Packard Bell (acquisita da Acer un anno fa) è complementare. Arriverà a partire da novembre anche Dot, il netbook di Packard Bell, con un prezzo utente finale di 399 euro. “Non credo che Dot farà concorrenza all’Aspire One – precisa Carozzi -, ma al momento presentiamo ancora sul mercato soluzioni complementari. A partire dal prossimo anno, invece, la nostra strategia multibrand sarà più chiara e ci saranno solo piccole sovrapposizioni tra le offerte di Packard Bell, Acer ed e-machine”.Quest’ultimo brand, che sarà posizionato sulla grande distribuzione, non sarà promosso attraverso una campagna marketing dedicata, ma verrà commercializzato dall’attuale rete di distributori attiva con Acer.

Una riflessione sul mercato italiano:“Diversificare l’offerta risponde alla logica di posizionare, allo stesso livello di prezzo, prodotti che rispondano alle esigenze di target diversi, invogliando anche le aziende e i consumatori ad investire. Le aziende italiane stanno facendo fatica ad adottare nuova tecnologia, mentre il mercato consumer sta crescendo: l’attenzione di tutti è verso i notebook che stanno controbilanciando la crescita lenta dei pc, anche se la congiuntura economica non è di aiuto soprattutto alle piccole e medie imprese”. La stessa congiuntura economica che non facilita la vita ai piccoli operatori della distribuzione: “Il problema più grosso del canale italiano dei rivenditori èil limite al credito, la mancanza di liquidità e la scarsa fiducia delle banche”. Una riflessione (quest’ultima) amara.

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