Più attenzione allo storage

DataStorage

Ilaria Chiesa, country manager Italia di Iomega, spiega quali sono, secondo le esperienze maturate sul campo, le condizioni che regolano il non facile rapporto di fornitura di storage alle piccole e medio-piccole imprese

L’approvazione del decreto legislativo 196 del 30/6/2003, meglio conosciuto come“Codice sulla Protezione dei dati personali”, ha fatto sì che molte Pmi abbiano dovuto ripensare ai criteri di scelta per le soluzioni di storage e di protezione dati. Infatti, il decreto interessa tutte le organizzazioni che raccolgono dati personali o sensibili e che sono tenute a definire una politica della privacy in cui rendere nota la natura delle informazioni raccolte, la ragione e le modalità del loro utilizzo, nonché i soggetti con cui sono condivise. Eppure, ancora non tutte le Pmi hanno avviato una vera politica della privacy. Tra le aziende che producono soluzioni di storage e sono molto vicine alla logica delle Pmi c’è Iomega, conosciuta in passato soprattutto per i prodotti Zip e ora per l’innovativo dispositivo Rev. Ilaria Chiesa, country manager dell’azienda, ha risposto alle nostre domande, volte a mettere in luce difficoltà e condizioni che regolano il difficile rapporto di fornitura dello storage in questo particolare segmento di mercato.

L’obbligo di legge non sembra aver predisposto piccole e medio-piccole imprese a farsi carico delle relative tematiche di storage. Siete delusi da questo atteggiamento minimalista? La nuova legge ha fatto in modo che si affrontasse l’argomento, dando più attenzione alla questione storage, ma c’è ancora grande confusione nelle Pmi. Prima era il canale, ovvero le società terze che lavorano sul territorio, a non capire bene come applicare la legge, ora invece il canale ha il problema di trasferire i contenuti della legge a una moltitudine di piccole aziende molto diverse tra loro e poco edotte sull’argomento.

Ma voi, che siete già introdotti in questo segmento di mercato, non pensavate di aumentare molto le vendite o per lo meno di ricevere più attenzione? Anche se la legge ha aumentato l’attenzione sulle problematiche di storage, e c ‘è una potenziale onda di crescita, è anche vero che non c’è stato un equivalente aumento dei budget a disposizione. L’incremento dei dati, le esigenze di condivisione e protezione dovrebbero essere chiare, ma ancora molte aziende piccole o medio-piccole quando fanno investimenti preferiscono puntare sui notebook e altri strumenti periferici, come le stampanti. Insomma, sono ancora poche le Pmi che investono in infrastrutture storage con la convinzione che ciò sia necessario. Questo, in ogni caso, non vuol dire che siamo delusi o che non siamo soddisfatti delle vendite che stiamo realizzando, le cose vanno bene anche se qualche volta non vanno come si vorrebbe, ma siamo fiduciosi per il futuro.

Eppure i termini d’applicazione delle legge sono già scaduti, queste imprese qualcosa avranno pur fatto per essere in regola? E’ evidente che molte di queste imprese non vogliano comprare una soluzione completa, in genere sono inclini a migliorare l’esistente con aggiunte o con sostituzioni di oggetti obsoleti. Il successo che sta incontrando il nostro StorCenter Pro Nas è dovuto in gran parte al fatto che si affianca a un server già esistente. Questo significa che senza costi elevati e senza cambiare il server si possono affrontare le incombenze dovute allo storage dei dati. Per queste aziende è una valvola di sfogo che si aggiunge all’architettura di rete e può essere condivisa da tutti, anche da altri server e client, a seconda della strategia che l’azienda vuole attuare.

Ma dialogando con le imprese, cosa proponete? Oggi è importante far comprendere alle piccole imprese che è necessario attuare un consolidamento della loro realtà d’immagazzinamento e protezione dei dati. Bisogna organizzare i dati dispersi in rete e questo lo si può fare anche estendendo la capacità del server centralizzato preesistente alla rete stessa. Poi occorre pensare alla salvaguardia, e allora proponiamo lo StorCenter Pro Nas, che può essere visto come una prima linea di back up dei dati già esistenti. Tutto questo, ripeto, può essere fatto senza comprare nuovi server o Nas.

Insomma, il problema chiave rimane quello dei costi, anzi degli investimenti che queste aziende dovrebbero fare. Eppure oggi ci sono molte agevolazioni finanziarie che potrebbero aiutarle. La prima cosa a cui fanno riferimento certe piccole imprese che contattiamo sono i problemi di auto finanziamento. E’ vero che lo Stato e altri enti locali e sovra nazionali danno finanziamenti, ma spesso queste informazioni non arrivano proprio dove c’è ne sarebbe più bisogno. Le piccole aziende che vogliono tentare di avere un finanziamento agevolato devono compilare moduli e progetti complessi. Insomma, per molte di loro c’è ancora troppa burocrazia e non sempre sono disposte ad affrontarla. Ci sono buone idee, ma poi sono difficili da attivare.

Cosa fa Iomega per cambiare questa situazione d’impasse? Noi abbiamo provato a muovere la situazione agendo sui partner, quando c’incontriamo con loro proviamo a parlarne e a incentivarli, ma non sempre basta perchè le difficoltà di comunicazione sono molteplici.

Ma lei come manager di un’azienda fornitrice cosa consiglierebbe? Le Pmi dovrebbero cambiare un certo modo di pensare, che le inchioda nel breve termine. Invece, se si pensa con una prospettiva di medio, o meglio, di lungo periodo anche gli investimenti acquistano più significato. Se si guarda solo alle esigenze emergenti, si finisce sempre col fare dei rattoppi. Ma la soluzione momentanea non dà nessuna tranquillità, e l’anno successivo si è di nuovo al punto di partenza. Anzi, la situazione è peggiorata perché i dati aumentano sempre di più, anno dopo anno, anzi oggi, mese dopo mese. Lo storage non può essere trascurato perché poi se ne pagano le conseguenze.

Ci sono anche Pmi che devono essere competitive e sono consapevoli dell’importanza del tema storage, a loro cosa proponete? Molte Pmi devono far fronte a un ambiente in cui la crescita assume un’importanza critica per la loro sopravvivenza. Lo storage affidabile dei dati, il backup e la creazione degli archivi sono una chiave del successo, ma spesso non hanno tutte le competenze tecniche necessarie per adottare tali strategie. I nostri server Iomega StorCenter Pro Nas con integrato Microsoft Windows Storage Server R2 sono una soluzione adatta per loro, dal momento che sono semplici da implementare e gestire e permettono di condividere, proteggere ed archiviare i dati.

Vi sentite avvantaggiati o penalizzati dal duello con i grandi player del settore? Noi parliamo di soluzioni storage a basso costo e semplici da utilizzare, soluzioni plug and play appetibili per molte Pmi, ma a volte ci troviamo a competere anche con chi vende grandi soluzioni con grandi server. Non ci spaventa nessuno e cerchiamo di avere rapporti con tutti. La nostra strategia non è fondata sul marchio altisonante, ma sul territorio e il dialogo. Organizziamo con i nostri partner eventi mirati per parlare direttamente con imprenditori e professionisti. Crediamo che sia un modo corretto per inviare un messaggio d’attenzione alle loro problematiche di storage. Facciamo anche pubblicità e cerchiamo di essere presenti nelle riviste specializzate, ma in Italia l’azienda è piccola, anche se molto conosciuta in questo mercato grazie al successo che abbiamo ottenuto con i prodotti Zip. E’ nella storia di Iomega fornire soluzioni innovative e originali, come il Rev, che offre un rapporto performance/costo molto contenuto. Vogliamo lavorare a quel puzzle costituito di piccole e medio-piccole imprese non per battere la concorrenza, ma per cercare i contesti dove c’è necessità di potenziare lo storage o di ristrutturare in modo propositivo questo aspetto aziendale.

Autore: ITespresso
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