Più banda larga per tutti

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La Relazione annuale dell’AgCom, letta in Parlamento dal presidente Corrado Calabrò, è stata una sferzata di acqua gelida nella lunga estate calda della politica italiana. Finalmente un severo richiamo per svegliare l’Italia, finora adagiata sul Digital divide e imbalsamata in un cronico ritardo nella digitalizzazione del sistema-paese. La banda larga italiana è bocciata in ogni classifica intrernazionale. Ma, anche laddove l’Italia non è in affanno (siamo il secondo paese europeo per diffusione della banda larga mobile), c’è rischio di saturazione. Un problema nell’era di smartphone, tablet Wi-Fi e iPad. Bisogna voltare pagina per evitare il collasso. Anche il Garante per la Privacy, Francesco Pizzetti, aveva fatto squillare altri campanelli d’allarme per l’Italia, eterno fanalino di coda nel Digitale.

L’Italia Digitale potrebbe riservare piacevoli sorprese per far crescere il Pil del paese, in un momento di crisi e di difficoltà. Ma finora la politica ha fatto orecchie da mercante. La PA Digitale potrebbe generare risparmi per 30 miliardi di euro (fonte: Confindustria), ma alla riforma Brunetta (E-gov  2012) serve la banda ultra larga: no banda, no party. Il piano E-gov 2012 necessita però anche di una seria riflessione sulla privacy nell’era del fascicolo sanitario elettronico e dei social netowork.

Le Authority, nelle loro relazioni annuali, hanno deciso di dare la sveglia a un paese che sembra fossilizzato su cronici ritardi culturali (Digital e Cultural divide, analfabetismo telematico, incapacità di guardare al futuro con lungimiranza eccetera) e indeciso su tutto.

L’AgCom di Corrado Calabrò è stata sferzante: serve un Piano Italia per la banda larga fissa in armonia con l’Agenda Digitale Ue (voluta dalla vicepresidente della Commissione europea, Neelie Kroes) ed è urgente maggiore banda larga mobile per smartphone, iPad e tablet. Magari liberando frequenze con lo switch-off al digitale terrestre. Per evitare il collasso mobile.

Il Tavolo delle reti Ngn che si riunirà di nuovo il 19 luglio saprà ascoltare i moniti, ma anche le ricette dell’AgCom per aiutare l’Italia ad uscire dal medio-evo digitale ed entrare nella Digital Agenda della UE? L’occasione non va sprecata: anche perché più banda larga per tutti, significa far girare l’economia e produrre risparmi nella PA. Ossigeno per l’Italia in un momento come l’attuale.

Autore: ITespresso
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