Plio boccia Office: non è ancora standard

Workspace

L’associazione Plio (Progetto linguistico italiano OpenOffice.org) dopo aver
esaminato circa 6 mila pagine di specifiche del formato Microsoft Office Open
Xml ritiene che il formato non possa ancora essere ritenuto uno standard.

Dopo aver passato al setaccio le circa 6.000 pagine di specifiche di Office Open Xml,

l’associazione Plio, che raggruppa i volontari italiani che sviluppano, supportano e promuovono la suite libera e open source OpenOffice.org, ha ritenuto di non poter ancora promuovere a pieni voti il formato. I problemi principali, afferma l’associazione, sono diversi, tra questi il fatto che solo Microsoft potrà utilizzare lo standard mentre tutti gli altri potranno usare solamente un sottoinsieme dello stesso. Inoltre è stata rilevata l ‘assenza di opzioni di interoperabilità con gli standard Iso esistenti e già in uso, nonostante l’ambito applicativo sia lo stesso (i documenti da ufficio) e il processo di standardizzazione sia terminato da più di un anno, e sono addirittura presenti più soluzioni incompatibili. In Office, sostiene l’associazione, è possibile includere parti binarie non specificate, e ciò apre le porte a una estensione del formato e consente a chiunque di aggiungere caratteristiche estranee, trasformandolo da formato aperto a formato chiuso e proprietario. Una possibilità chiaramente in contraddizione con il concetto stesso di standard aperto. Per questi e altri motivi Plio è contraria al processo di ?fast track? e suggerisce un iter di discussione analogo a quello adottato per lo standard Open document format, che ha seguito la procedura normale e ha tratto vantaggio dal contributo di più aziende e organizzazioni. Auspica inoltre una revisione del formato Office Open Xml a partire dallo standard Iso/Iec 26300:2006 per realizzare un formato veramente interoperabile, a vantaggio non di una sola organizzazione, ma di tutti.

Autore: ITespresso
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