PMI a marcia ridotta nel cloud computing

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PMI in ritardo sul cloud computing

Il ritardo delle PMI nell’adozione del cloud computing è significativo. A frenare le PMI sono i dubbi su sicurezza e privacy, ma il futuro è roseo

L’indagine di Enter the cloud lancia l’allarme del ritardo delle PMI nell’adozione del cloud computing. A frenare le PMI nello sfruttare i vantaggi del cloud sono le preoccupazioni in tema di sicurezza e privacy. La ricerca evidenzia che però ci sono ampi margini di miglioramento: il futuro è positivo.

La ricerca sull’IT as a service riporta che il 64% degli intervistati afferma che la propria azienda non ha ancora implementato una strategia cloud, mentre il rimanente 36% ha già adottato “soluzioni sulla nuvola” o lo farà entro il 2012. Ma per il futuro andrà meglio. Il 43% delle PMI, pur non essendo ancora basata su cloud, sta studiando come orientarsi nel mercato cloud. Solo il 21% invece non vuole adottare strategie o infrastrutture cloud e non ha neppure valutato l’ipotesi per il prossimo futuro. Invece il 20% ha già preso una decisione per approcciare il cloud e il 16% implementerà soluzioni “as a service” entro la fine dell’anno.

Da un recente studio, su quattro milioni di aziende in Italia, il 69% utilizza servizi Saas (Software as a service), il 49% Iaas (Infrastructure as a service) e solo il 24% il più evoluto Paas (Platform as a service). Ma, secondo Google, è un problema culturale: il 60% delle PMI non ha neppure una propria funzione ict interna. Dunque le PMI potrebbero scegliere fornitori cloud piccoli o di medie dimensioni, per trattare sulla soluzione più efficace per le proprie esgenze; appoggiandosi alle associazioni di categoria, le PMI potrebbero negoziare con i Big IT le migliori condizioni contrattuali.

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Autore: ITespresso
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