Pmi a prova di imposte, tasse e calendario

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Secondo la Cgia di Mestre, le Pmi nel mese di gennaio devono fare i conti con 15 scadenze fiscali e 16 a febbraio. Il Fmi taglia le stime di crescita per il 2013

Pmi, sempre più tartassate, devono fare anche i conti con il calendario.

Secondo la Cgia di Mestre, se nel solo mese di gennaio, le Pmi (partite Iva e imprenditori) dovranno badare a ben 15 scadenze fiscali, nel mese di febbraio il numero salirà a 16. E’ questo quanto precisa una nota della Cgia di Mestre che ha segnato, nero su bianco, scadenza dopo scadenza.

“Sono numeri che fanno rabbrividire – dichiara con una nota il segretario della Cgia di Mestre Giuseppe Bortolussi  – Se teniamo conto che la burocrazia è diventata una tassa occulta che sta soffocando il mondo delle Pmi, che il carico fiscale ha ormai raggiunto livelli non riscontrabili altrove e che il costo dell’energia è tra i più alti tra i paesi Ue, non c’è da meravigliarsi se gli investitori stranieri non vengono qui da noi. E quei pochi che ci sono spesso sono sul punto di lasciarci”.

La Cgia di Mestre sottolinea anche il fatto che se si tiene conto del peso economico della burocrazia, pari a circa 26,5 miliardi di euro all’anno, del costo che devono sostenere le imprese per pagare le tasse, quasi 3 miliardi di euro all’anno, e del carico fiscale che sfiora ormai il 69% circa dell’utile aziendale, per chi vuole fare impresa anche quest’anno si presenta denso di ostacoli. Un quadro, segnala la Cgia, che rimane a tinte fosche e “che continua a penalizzare chi ancora oggi sostiene l’economia e l’occupazione nel nostro Paese: ovvero le pmi”.

Ecco qui sotto l’elenco per gennaio.

CGIA Mestre
Fonte: CGIA Mestre 

Intanto, il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) taglia le stime di crescita sull’Italia. Secondo quanto riporta l’Ansa, il Pil è atteso in calo dell’1% quest’anno, ovvero di 0,3 punti in più rispetto a quanto stimato in ottobre.

Invariata la stima per il 2014, quando l’economia italiana si espanderà dello 0,5%.Il Pil di Eurolandia per quest’anno e’ stato rivisto da +0,2% a -0,2% . La crescita tornerà nel 2014, quando il Pil si espanderà dell’1% (-0,1 punti rispetto alle stime di ottobre).

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