Pmi a rischio sicurezza

Aziende

Da una indagine condotta da Quocirca per conto di Computer Associates, emerge un quadro allarmante delle piccole medie imprese.

Le piccole medie imprese non sono ancora in grado di fronteggiare adeguatamente gli attacchi informatici e questo mette a rischio il loro stesso business. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto dalla società di analisi indipendente Quocirca per conto di Computer Associates, che ha visto la partecipazione di 440 senior manager di aziende europee e statunitensi, rispettivamente con meno di 300 e 1.000 dipendenti. Il 25% degli intervistati ha dichiarato che la propria azienda non ha risorse adeguate per gestire ambienti It complessi e spesso eterogenei e affida la gestione It a personale privo di adeguata preparazione. Tra le piccole aziende e gli utenti Soho, la percentuale sale addirittura al 50%. La maggior parte dei processi legati alla sicurezza, inoltre, viene gestita manualmente e questo comporta sovente la mancanza di controlli. Appena un quarto degli intervistati ha ammesso di effettuare back up in automatico. Un 20% al contrario non possiede alcun back up e più del 30% di chi lo effettua, non controlla da oltre un anno il ripristino dei file archiviati. Anche la protezione di Internet lascia molto a desiderare, tanto che il 25% afferma di non averne verificato la sicurezza da almeno un anno. Pochi inoltre gestiscono in modo efficace gli aggiornamenti e le patch messe a disposizione dalle aziende come Microsoft, e meno della metà, il 40%, utilizza software che rendono automatica la gestione delle patch. L’indagine offre un panorama complesso, che mette in evidenza le difficoltà delle Pmi nei confronti della sicurezza, che per Computer Associates è alla base dello sviluppo del business stesso. “?Lo studio conferma che le Pmi hanno bisogno di automatizzare i loro processi di sicurezza, backup e aggiornamento – ha dichiarato David Luft, senior vice presidente Pmi Product Development di Ca – la nostra azienda risponde a questa esigenza con soluzioni che permettono loro di implementare best practice dedicate alla riduzione del rischio, nonostante la carenza di personale It interno”.

Autore: ITespresso
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