Pmi, ecco come funziona il Fondo di garanzia

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Si tratta di un’agevolazione del ministero dello Sviluppo economico finanziata dai fondi nazionali ed europei e garantisce i prestiti erogati da banche, società di leasing o intermediari finanziari alle Pmi laddove queste non possano dare garanzie circa la restituzione

Il Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese allarga la platea di beneficiari.

Si tratta, secondo quello che spiega la Cgia di Mestre, di un’agevolazione del ministero dello Sviluppo economico finanziata dai fondi nazionali ed europei. Garantisce i prestiti erogati da banche, società di leasing o intermediari finanziari alle PMI laddove queste non possano dare garanzie circa la restituzione; ciò significa che l’impresa che beneficia delle garanzie del Fondo non dovrà farsi carico di spese ulteriori quali costi di fidejussioni o polizze assicurative. contabilità, bilanci, soldi, deducibilità@shutterstock

Possono godere delle garanzie tutte le piccole e medie imprese definite tali dalla normativa europea (tra i criteri da rispettare, quindi, dovranno avere meno di 250 occupati e un fatturato inferiore ai 50 milioni di euro) salvo quelle appartenenti ai settori dell’industria automobilistica, della costruzione navale, delle fibre sintetiche, dell’industria carboniera, della siderurgia e delle attività finanziarie; sono, inoltre, soggetti beneficiari i professionisti, i consorzi e le società consortili, costituiti tra piccole e medie imprese e le società consortili miste.

Le imprese, tramite specifici modelli di valutazione, dovranno essere ritenute in grado di rimborsare il finanziamento garantito.

A tale scopo, sono presi in considerazione i dati di bilancio o delle dichiarazioni fiscali degli ultimi due esercizi. Le start up, invece, sono valutate in base e un piano previsionale. Per presentare la domanda, non ci si rivolge direttamente al Fondo. Occorre chiedere un finanziamento alla banca e domandare che sul prestito sia acquisita la garanzia diretta. Sarà l’istituto stesso ad occuparsi della procedura.

In alternativa, è possibile rivolgersi ad un confidi. Tutte le banche possono presentare domanda, i Confidi, invece, devono essere accreditati. E’, inoltre, possibile rivolgersi ad una Società Finanziaria per l’Innovazione e lo Sviluppo (S.F.I.S.).

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