Polizia e YouTube sui banchi di scuola per non perdere la bussola

Management

L’iniziativa “Non perdere la bussola” è dedicato alla formazione e alla sensibilizzazione dei giovani tra i 13 e i 18 anni in tema di sicurezza in Rete e di uso responsabile dei social network

Per non perdere la bussola in Rete, arrivano “i nostri”: Polizia e YouTube sui banchi di scuola, insieme per l”iniziativa “Non perdere la bussola” . Il progetto è dedicato alla formazione e alla sensibilizzazione dei giovani tra i 13 e i 18 anni sui temi della sicurezza in Rete e sull’uso responsabile dei social network.

In collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, l’iniziativa di Polizia e Youtube vuole offrire ai giovani gli skills per evitare di “perdere la testa” nel Web 2.0. Perché da una recente ricerca emerge che solo un giovane su due usa i social network con “buon senso”: gli adolescenti sono i principali abitanti di Facebook, MySpace e Twitter, ma solo il 50% circa utilizza i siti di social network con consapevolezza dei rischi e opportunità.

Anche il Garante italiano della Privacy ha più volte lanciato l’allarme: gli adolescenti sono la prima generazione nativa Web 2.0, ma se non imparano a rispettare la propria e altrui privacy, rischiano di essere anche le prime vittime.

Più della metà degli iscritti ai social network (il 56%) ha meno di 19 anni, il 61% degli intervistati ha affermato di conoscere l’esistenza dei settaggi di privacy che consentono di gestire la visibilità delle foto pubblicate, una percentuale che scende al 53% se si considerano esclusivamente i minorenni, mentre solo il 22% degli intervistati ha affermato di conoscere bene tutti i contatti presenti nelle proprie reti sociali. E’ quanto emerge dal sondaggio lanciato sul sito www.sicurezzainrete7x24.org .

Solo il 49% sa quali sono i dati che i social network possiedono (come URL dei siti visitati, Indirizzo IP e browser del computer utilizzat o), mentre il 41% crede che i social network non possano fare della pubblicità mirata in base al proprio profilo.

Ciò significa che troppe persone non sono consapevoli di che cosa realmente condividono online, ma soprattutto che spesso queste informazioni sono a disposizione di estranei, con il rischio che gli utenti siano vittime di malintenzionati.

Autore: ITespresso
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