Pressing di Confindustria Cultura Italia su AgCom

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Enforcement della normativa sul copyright: pro e contro. Istruzioni per l'uso della Dewlibera AgCom

Botta e risposta fra Polillo (Confindustria Cultura Italia) e il Sottosegretario Peluffo. Il primo chiede all’Agenda Digitale fatti: “Iva ridotta sul digitale, campagne informative, lotta alla pirateria, incentivi agli operatori che investono”. Peluffo vuole un enforcement della normativa sul copyright targato Agcom. Ma in Europa soffia il vento di Neelie Kroes

Marco Polillo (Confindustria Cultura Italia) ha detto, parlando a un convegno sull’Agenda digitale: “Non c’è più tempo: non si può parlare di cavi e reti super veloci senza pensare a cosa ci andrà su. Servono fatti: Iva ridotta sul digitale, campagne informative, lotta alla pirateria, incentivi agli operatori che investono”. Il Sottosegretario Peluffo gli ha fatto eco: “Agcom vari rapidamente il regolamento contro la pirateria”. L’enforcement della normativa del copyright, la famigerata Delibera AgCom, scacciata dalla porta alla fine del settennato di Corrado Calabrò all’authority che presiedeva, potrebbe riaffacciarsi alla porta, come contropartita all’Agenda Digitale? È presto per dirlo, ma qualcosa bolle in pentola: “Il Governo nel suo lavoro sull’Agenda digitale, che si dovrebbe concludere domani con l’approvazione in Consiglio dei Ministri, rimetta al centro i contenuti culturali. Si vogliono costruire “autostrade” per il digitale in Italia dimenticando che qualcosa bisogna metterci su: quel qualcosa siamo noi, quel qualcosa lo fanno da sempre le nostre industrie ed è dannoso per il Paese, non solo per i nostri settori, non prenderlo in considerazione” ammonisce il presidente di Confindustria Cultura Italia Marco Polillo al convegno “L’Agenda digitale per lo sviluppo dei contenuti culturali” in programma ieri mattina all’Auditorium di Roma.

Pollilo ha spiegato che i contenuti digitali o e-content sono sonol’architrave per lo sviluppo del mercato digitale, visto che l’Italia fa la differenza con il grande patrimonio artistico e culturale di cui dispone: “L’Europa lo ha compreso – ha sottolineato Polillo-. La Commissione Europea, che intende valorizzare il settore come occasione di occupazione e crescita competitiva, stima che il settore della cultura e delle professioni creative valga qualcosa come il 4,5% del PIL, interessando 8,5 milioni di lavoratori europei. Per questo anche nel nostro paese i contenuti culturali dovrebbero essere uno dei cardini intorno al quale far ruotare il dibattito sulla cosiddetta “Agenda Digitale Italiana”: internet è già il nostro presente, sarà anche il futuro per l’industria culturale. Ma, ad oggi, di contenuto si è ragionato molto poco nei tavoli pubblici e istituzionali – ha illustrato -. Si continua a parlare di “cavi” e non si sta cogliendo l’occasione di riflettere su cosa vogliamo far viaggiare attraverso le reti superveloci. L’Italia è molto indietro su questo fronte. Manca di una strategia-paese e rischia di depauperare le nostre eccellenze: cinema, editoria, musica, spettacolo, fiction, eccetera. Il Paese non ha neppure una posizione chiara in merito al rispetto dei diritti: libero non vuol dire gratuito a scapito dei diritti altrui: le condotte illegali vanno impedite e i comportamenti illeciti devono essere disincentivati”. Polillo pone quattro priorità irrinunciabili per le industrie dei contenuti: politiche di sensibilizzazione degli utenti sui nuovi business-model (grazie a campagne di informazione e sensibilizzazione del pubblico, soprattutto nelle scuole) e sull’utilizzo responsabile del web. E ancora: IVA ridotta per i prodotti culturali con il sostegno a livello UE della riduzione dell’aliquota IVA per gli acquisti online di contenuti culturali; incentivi per gli operatori che investono in opere dell’ingegno e in piattaforme digitali per l’e-commerce della cultura, sostenendo gli investimenti delle aziende nei talenti emergenti attraverso un tax credit mirato e selettivo; investimenti nella digitalizzazione dei cataloghi e per adattare i processi produttivi alle nuove esigenze del mercato on line. E “quarto, ma non ultimo – ha chiuso Polillo – lotta alla pirateria digitale con una posizione non equivoca nei confronti della tutela della proprietà intellettuale”. Il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega all’Editoria Paolo Peluffo ha, dunque, colto la palla al balzo per raccogliere l’invito alla nuova Agcom, “che già avevo rivolto al precedente Consiglio“, di una rapida approvazione del “regolamento contro la pirateria”.

A questo botta e risposta fra Confindustria Cultuta e governo, andrebbero però aggiunte le recenti parole – di peso – di Neelie Kroes, vice presidente Commissione europea e a capo dell’Agenda Digitale UE. Kroes ha invitato la UE a cambiare il copyright, con un’efficace riforma delle attuali leggi sul diritto d’autore, per proteggere al meglio l’intero settore creativo e al tempo stesso non perdere il passo con sviluppo di nuove tecnologie: “Abbiamo iniziato un percorso per stabilire se il copyright abbia bisogno di ulteriori modifiche – ha detto Kroes – Per questo motivo cercheremo di capire come modificare la Direttiva del 2001“. Quindi, a chi vuole imporre giri di vite sul diritto d’autore, forse converrebb aspettare la prossima strategia della Commissione d’Europa sulla proprietà intellettuale: per non scrivere oggi norme che risultino “obsolete ed anacronistiche” domani,  luce delle future modifiche della UE. Nel frattempo, ci permettiamo di far osservare ai “paladini del copyright” che anche YouTube sta rivedendo il sistema Content ID, per prevenire l’abuso di potere da parte dei detentori del diritto d’autore. Il braccio di ferro fra libertari e titolari del diritti, è solo all’inizio, in un mondo che cambia alla velocità della luce.

Confindustria Italia chiede che l'Agenda Digitale si accompagni all'enforcement della normativa sul copyright @ shutterstock
Confindustria Italia chiede che l’Agenda Digitale si accompagni all’enforcement della normativa sul copyright
Autore: ITespresso
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