Primo sì al Codice di Amministrazione Digitale per una PA senza carta

Autorità e normative

La de-materializzazione della PA è sulla rampa di lancio: il decreto, approvato in prima battuta, dovrà ora passare alle Camere. Per una Pa nuova, digitale e sburocratizzata

Ogni anno la PA archivia una quantità di carta pari al volume del Duomo di Milano. La PA digitale oggi inizia a dare l’addio alla carta e agli sprechi.Il decreto legislativo che abbiamo approvato in prima battuta, e che dovrà passare alle Camere, sara’ immediatemente efficace e avvierà un processo che da qui a tre anni consentirà di avere una amministrazione nuova, digitale e sburocratizzata” ha affermato il ministro della PA e dell’innovazione, Renato

Brunetta.

La de-materializzazione parte nella PA: il decreto, approvato in prima battuta, dovrà ora passare alle Camere. Il Codice di Amministrazione Digitale promette una PA senza carta, come si dice in gergo IT: de-materializzata.

La riorganizzazione delle PA prevede: l’istituzione di un ufficio unico responsabile delle attività Ict; l’informatizzazione dei procedimenti; il debutto del protocollo informatico e del fascicolo elettronico. I rapporti con cittadini e imprese si accorciano grazie ai pagamenti digitali, alla condivisione dati fra aziende e Pa, l’utilizzo della posta elettronica certificata (Pec), l’accesso ai servizi online, l’uso della firma digitale, la de-materializzazione dei documenti e la trasparenza nei siti istituzionali.

L’addio alla carta grazie al Codice di amministrazione Digitale taglierà un milione di pagine l’anno per arrivare a quota 3 milioni nel 2012, con risparmi stimati del 90% per circa 6 miloni l’anno.La sola Pec promette risparmi per 200 milioni di eur o.

Settimana scorsa, però, Assintel aveva denunciato il rischio paralisi per la digitalizzazione dei documenti. Altri dubbi riguardano il fatto che la PA Digitale può funzionare in un paese senza Digital Divide e con una banda larga adeguata ai servizi da erogare. Inoltre il vero ritardo della Pa digitale, mai decollata, è su altri versanti: solo l’85% della Pa centrale e l’80% di quella locale è dotata di sistemi IT per gestire protocolli (per i servizi ai cittadini, necessari a tagliare le spese e migliorare la produttività); l’open source in ufficio latita (fermo al 35% nella Pa locale); la Carta d’identità elettronica (Cie) è stato un flop; solo il 34% delle Pa locali ha la Pec. L’Italia, nell’erogazione di servizi al cittadino, si piazza al 23esimo posto su 27 nella Ue.

Il Premier Silvio Berlusconi l’anno scorso diceva: “Bisogna impegnare questi anni difficili per cambiare il sistema di amministrazione e arrivare al sistema di egovernment 2012, a fine legislatura, senza più carta nella PA, quando tutti i documenti saranno digitali e ogni cittadino potrà ricercare documenti, pratiche, senza spendere la media delle attuali 18 ore annue per famiglia, presso uffici pubblici alla ricerca di incartamenti burocratici”

Autore: ITespresso
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