Prince of Persia: le sabbie del tempo

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A volte ritornano… e lo fanno nel miglior modo possibile.

Il primo Prince of Persia è considerato ancora oggi un vero e proprio caposaldo della storia dei videogiochi. Impressionante dal punto di vista della giocabilità, il titolo resta nel cuore di molti appassionati anche a distanza di più di un decennio dalla sua uscita. Dopo un seguito deludente come Prince of Persia 3D, la Ubisoft ha deciso di dare al principe una nuova possibilità. Questa volta, però, si tratta di un prodotto decisamente all’altezza della situazione, realizzato con cura e intelligenza, sfruttando a dovere il fascino del personaggio e i mezzi mess a disposizione dalla moderna tecnologia. La trama vede il principe lottare contro la maledizione caduta su suo padre, tra zombie e una moltitudine di mostri capeggiati dal cattivissimo Visir. Dal punto di vista della realizzazione tecnica, colpisce in maniera particolare la gestione dei movimenti del protagonista, tornata semplice e intuitiva esattamente come lo era nel primo episodio. Il principe è facilissimo da controllare, pur essendo capace di muoversi come un vero atleta. Acrobazie, salti al limite fra superfici pericolanti, volteggi degni di un ginnasta olimpionico sono all’ordine del giorno, e possono essere comodamente gestiti con poche pressioni sulla tastiera o, ancora meglio, sui pulsanti di un gamepad. Visivamente il titolo è impressionante. Le ambientazioni sono affascinanti e i personaggi sono tutti realizzati con cura e un dettaglio impeccabili. L’unico problema è che il gioco non risulta perfettamente ottimizzato. Lo stress sulle risorse di sistema è infatti elevato, e per godersi appieno gli effetti grafici del gioco è necessario dotarsi di un computer particolarmente potente. Anche la sezione audio è ottima. Le musiche di accompagnamento sono indovinate, e lo stesso si può dire per la maggior parte delle voci e degli effetti campionati. Al di là dei dettagli tecnici, in ogni caso, Le Sabbie del Tempo risalta per la sua immediatezza e per la grande giocabilità. Il titolo soffre, forse, di un’azione poco varia e, alla lunga, un po’ ripetitiva. Ciò nonostante le numerose abilità ‘speciali’ del principe, come la capacità di manipolare il tempo a piacere grazie all’aiuto di un potente artefatto, rendono gli scontri divertenti e coreografici. Nel complesso il gioco è molto divertente e, pur essendo relativamente facile da portare a termine, garantisce una salvifica boccata d’aria fresca a un genere, che stava a dir poco asfissiando fra le spire dei vari episodi di Tomb Raider (tutti rigorosamente uguali fra loro). Consigliamo Le Sabbie del Tempo a tutti i fan del principe, ma anche a tutti coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di conoscerlo. L’ultimo episodio della serie di Prince of Persia, infatti, li metterà di fronte al concetto più basilare e vincente della storia del videogioco, riproposto in chiave moderna: il mero divertimento, costruito sull’immediatezza e sulla semplicità.

Autore: ITespresso
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