Prince of Persia Spirito Guerriero

Management

Anche i prìncipi sono rovinati dal successo…

Séguito del brillante gioco d’azione dello scorso Natale, Prince of Persia: Spirito Guerriero riprende la storia del giovane principe del primo capitolo, ma ne modifica la trama in chiave dark e aggiunge al protagonista de Le Sabbie del Tempo un po’ di anni, capelli e barba incolta. Minacciato da un destino che ne decreta l’inevitabile morte, il principe deve cercare la misteriosa Imperatrice del Tempo, l’unica in grado di evitare la sua prematura scomparsa. Ai fiabeschi paesaggi dell’episodio precedente, Spirito Guerriero sostituisce un’angusta e tetra isola, divisa tra passato e futuro, dove il nostro eroe dovrà affrontare creature demoniache e il Dahaka, la nemesi del principe stesso. A fronte di sensibili differenze di caratterizzazione, il gioco sviluppato da Ubisoft rimane ancorato alla giocabilità già apprezzata nel primo capitolo, basata su spettacolari scontri all’arma bianca, salti pirotecnici ed enigmi esplorativi incentrati sulle acrobazie. La novità più importante, legata al nuovo taglio stilistico, è un miglior sistema di combattimento a una o due mani: in ogni momento il principe può raccogliere una delle armi abbandonate dai nemici e utilizzarla per creare combinazioni di attacchi più devastanti; scegliendo invece di combattere con una sola spada, il vostro alter ego nel gioco ha accesso a una serie di prese, precluse se aveste entrambe le mani occupate. Tra le novità introdotte spicca l’aumento del numero di nemici da affrontare, questa volta non più in arene chiuse ma all’aperto, e un maggiore livello di difficoltà. Per gestire appieno il sistema di combattimento è obbligatorio però l’uso di un buon joypad. Il comparto esplorativo è invece carente di novità: alle spettacolari movenze del principe si sono aggiunte solo l’inedita interazione con i tendaggi, ora utilizzabili per rallentare le cadute, e alcuni nuovi poteri temporali (per la maggior parte piuttosto superflui) in aggiunta all’indispensabile “riavvolgimento”. Infine poco da dire sul comparto tecnico. La grafica è accattivante, ma è rimasta più o meno la stessa di un anno fa. Gli effetti audio sono invece buoni, ma non fanno gridare al miracolo mentre le musiche rock sono decisamente fuori luogo. Il nuovo Prince of Persia cambia faccia, ma non sostanza, con il rischio di indisporre chi del primo episodio ha apprezzato le atmosfere da mille e una notte e l’umorismo del principe, che in questo nuovo episodio ha anche un nuovo doppiatore: Gabriel Garko. Prince of Persia: Spirito Guerriero rimane un gioco ben fatto e nell’insieme divertente, ma l’originalità del primo capitolo è ormai solo un lontano ricordo.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore