Il principio della Net Neutrality s’incrina in Europa

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Fcc difende il principio della Net Neutrality
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La posizione dell’Italia pare indebolire il principio della Net Neutrality in Europa. Ma il vicepresidente per il Digital Single Market nella Commissione Europea, Andrus Ansip, afferma: “Internet deve restare deve restare aperto per tutti e tutto il traffico deve essere trattato allo stesso modo”

Il principio della Net Neutrality s’indebolisce in Europa, a causa della bozza del documento conclusivo del semestre italiano relativa al Telecom Package. Ma il vicepresidente per il Digital Single Market nella Commissione Europea, Andrus Ansip, ha affermato: “Internet deve restare deve restare aperto per tutti e tutto il traffico deve essere trattato allo stesso modo”.

Lo scorso aprile il Parlamento europeo ha data semaforo verde a un’architettura rigida di Neutralità della Rete, che vieta l’uso di sistemi di gestione della rete e accordi per l’offerta di servizi specializzati. L’Italia ha messo sul tavolo un documento in cui si chiede di eliminare le definizioni di net neutrality e servizi specializzati, per aprire all’utilizzo di sistemi di gestione del traffico “a condizione che siano trasparenti, non discriminatori e proporzionati, e non anticoncorrenziali”, mantenendo “l’obbligo di mantenere sufficiente capacità di rete per il servizio di accesso a internet a prescindere da altri servizi forniti nel corso dello stesso accesso”.

Ma chi è a favore della Net Neutrality, teme che questo documento diventi un cavallo di Troia, per osteggiare il principio. Ansip si oppone ad ogni ammorbidimento: dovrebbe essere consentito “avere velocità più elevate, ma non a spese degli altri”, perché l’accesso a internet deve essere “un diritto fondamentale”.

Il Commissario per il digitale, Gunther Oettinger, ha precisato di non essere ‘categoricamente contrario’ agli accordi fra Telco e OTT per concedere a chi paga una sorta di corsia preferenziale per i suoi contenuti. Ha tuttavia aggiunto che non vanno sottovalutate alcune implicazioni: “Se si creano troppe categorie di servizi, si corre il rischio di degradare e rendere meno affidabile il servizio internet disponibile a tutti. Non deve insomma trasformarsi in uno svantaggio sociale”.

Il principio della Net Neutrality s'incrina in Europa
Il principio della Net Neutrality s’incrina in Europa

Il dibattito sulla Net Neutrality, la neutralità della Rete, infervora entrambe le sponde dell’Atlantico. I sostenitori della Net neutrality – fra cui il presidente USA Barack Obama – vedono in campo associazioni per i cyber-rights; sull’altro fronte ci sono i provider e gli operatori mobili, gestori che appoggiano la proposta di regolamentazione di Internet da parte della Federal Communications Commission (Fcc).. Il progetto di Fcc consiste nel concedere ai gestori delle Telco come Verizon e At&t di offrire ai loro clienti (Google, Apple o Netflix per esempio) la possibilità di avere più banda e priorità sulla rete in cambio del pagamento di un abbonamento più costoso.Aziende IT – come Amazon, Microsoft, Google, Facebook, Twitter, Reddit e Yahoo! – hanno inviato una lettera a favore della neutralità della Rete.

I sostenitori della Nat Neutrality ritengono però che l’approccio del “pay-for-priority” comporti il rischio di rendere la Rete un’autostrada a due velocità, una Rete a doppia velocità che potrebbe consentire ai fornitori della banda larga di bloccare o rallentare i contenuti di chi non paga un extra per avere corsie preferenziali. I costi inoltre potrebbero riversarsi sui clienti di Netflix, secondo i detrattori della proposta. Inoltre, se il principio della Net neutrality cadesse, non potrebbero entrare nel mercato nuove startup; dunque, presumibilmente, si formerebbero oligopoli che nessuna innovazione sarebbe in grado di scardinare.

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