Privacy, la Banca dati delle multe nel nuovo Codice della strada

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Sportello dei Diritti: Il nuovo codice della strada e la Privacy
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Il Ddl di riforma del Codice della Strada introduce la Banca dati delle multe. Privacy sotto pressione, ma non mancano gli aspetti positivi di un codice snello composto di pochi articoli

La Commissione Trasporti della Camera dei Deputati ha ufficialmente licenziato, in un testo unificato, il disegno di legge delega di riforma del codice della strada (ac 731–1588). Il Ddl di riforma del Codice della Strada introduce la Banca dati delle multe. Infatti, fra le principali novità del nuovo Codice della Strada spicca “una forma di schedatura dei cittadini attraverso la realizzazione di una banca dati univoca delle infrazioni stradali“, come denuncia lo Sportello dei Diritti.

Con buona pace della privacy, il Grande Fratello rispunta  in mezzo a noi? Il legislatore, con questa mossa, intende “rendere più ardua la furbata di chi preferisce la sanzione pecuniaria ai punti della patente“. Il disegno di legge stabilisce che dovrà essere limitata a casi specifici, inderogabili, la possibilità di sostituire la decurtazione di punti con il pagamento di sanzioni pecuniarie. CInoltre i controllori automatici del traffico cresceranno in maniera esponenziale. Nell’arco dei prossimi 12 mesi il Ddl dovrebbe aggiornare l’intero assetto del codice vigente con una rivisitazione delle norme stradali: la filosofia di fondo ruota intorno al rafforzamento dei poteri dello Stato nei confronti dei gestori stradali, poco osservanti della legge.

Sportello dei Diritti: Il nuovo codice della strada e la Privacy
Sportello dei Diritti: Il nuovo codice della strada e la Privacy

La revisione della normativa vigente prevede un’importante semplificazione delle regole tramite la realizzazione di un codice snello, declinato in pochi articoli.

Ma Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, denuncia la nuova schedatura di governo attraverso la nuova banca dati. Essa costituisce una questione delicata, che richiede il massimo coinvolgimento degli esperti del settore. Invece va nel verso giusto la revisione della disciplina sanzionatoria “laddove il ddl prevede una maggiore graduazione delle sanzioni in funzione della gravità della condotta nonchè l’introduzione di meccanismi premiali per i conducenti più virtuosi“.

Autore: ITespresso
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