Privacy e furti di identità: scatta l’autodifesa

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L’associazione Cittadini di Internet lancia l’allarme: Google e Firefox 3 bloccano i siti web che non rispondono agli standard di sicurezza informatica, ma il rischio rimane

“Alla nostra associazione arrivano segnalazioni su siti web malevoli ogni giorno, al momento sono oltre 1.000. Si tratta di sistemi che non sono in regola con la privacy e che, a causa di inadempienze tecnologiche, provocano furti d’identità ai loro utenti. Abbiamo già comunicato tutte le segnalazioni pervenute al Garante per la protezione dei dati personal i. Ancora oggi, però, nessun provvedimento è stato preso per bloccarli. Pertanto, vista l’indifferenza al problema da parte delle autorità italiane, non mi meraviglia che Google e Firefox 3 hanno iniziato a difendersi da soli bloccando i siti web che non rispondono ad adeguati standard di sicurezza informatica” afferma Massimo Penco, Presidente di “ Cittadini di Internet ”.

Ad esempio, chi cerca di ordinare sul sito web Guidaeditori.it viene bloccato e una pagina web preparata da Google spiega anche il perché al navigatore (per il momento, purtroppo, solo in lingua inglese ).

Conclude Penco: “Questa operazione non fa che avvalorare la nostra campagna www.comunicaresicuri.org perché, come abbiamo più volte sostenuto, gli hacker usano i siti web italiani per raccogliere dati personali/sensibili dato che sono più vulnerabili rispetto a quelli operanti in altre nazioni. Il fine è quello di usarli come “torri d’assedio” in una “Città Italia” che non si difende. Se da un lato spero che Google non globalizzi questo sistema di autodifesa che potrebbe oscurare milioni di siti web, dall’altro mi auguro che le autorità prendano rapidi provvedimenti per salvaguardare Internet, una realtà che vale oggi 20 miliardi di dollari“.

Autore: ITespresso
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