Privacy, Google monitorerà email e documenti in ufficio

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Un software di Googfle spierà i documenti e le e-mail in ufficio?

Il software di Google, noto come Policy Violation Checker, capace di leggere ciò che scrivono i dipendenti, permeterebbe il “monitoraggio” stretto dei lavoratori. Spiando dalle e-mail a tutti i documenti digitali. Ma Google replica: si tratta solo di un brevetto e non è detto che diventi realtà

Un software in grado di leggere tutti i documenti digitali dei dipendenti e di riportare ai superiori in caso di rischio di fuga di dati. A questo sta lavorando Google. Il software, noto come Policy Violation Checker, capace di leggere ciò che scrivono i dipendenti (dalle e-mail a tutti i documenti digitali) permeterebbe il “monitoraggio” stretto dei lavoratori, arrivando fino a riferire all’ufficio legale i casi in cui i legittimi interessi dell’azienda sono messi a repentaglio. Ma un conto è tutelare la proprietà intellettuale ed impedire la fuga di dati, un altro è “spiare” i dipendenti, monitorandone ogni scritto, fino a violare la privacy dei lavoratori in ufficio.

Policy Violation Checker passerà al setaccio i documenti digitali degli utenti (email, file di testo, documenti word, fogli di calcolo, social network eccetera) alla ricerca di parole chiave. Il sistema funzionerà in modo analogo al Great Firewall cinese: come Pechino controlla il dissenso in Rete, così le aziende potranno spiare e bloccare contenuti “scomodi o pericolosi” fin da subito, anche “depennando” una parte dei contenuti, cancellando ogni porzione di testo che violi le policy dell’azienda e possa arrecarle un danno economico o d’immagine.

Tutela aziendale ai massimi livelli o massiccia invasione della privacy? Ai posteri l’ardua sentenza. Già oggi Google è finito nell’occhio del ciclone per motivi Privacy per via di Google Street View, Google Buzz, Gmail eccetera. Ma negli USA le aziende temono le fughe di notizie e dati sopra ogni cosa: meglio perdere un po’ di libertà per proteggere il business, pare essere il nuovo mantra delle aziende a steklle e strisce.

La risposta di Google è però tattica: si tratta solo di un brevetto e non è detto che diventi realtà. Il portavoce di Google Italia replica: “Depositiamo domande di brevetto per un’ampia varietà di idee che i nostri dipendenti elaborano. Alcune di queste idee nel tempo si trasformano effettivamente in prodotti e servizi, altre no. Non necessariamente è corretto dedurre dalle nostre domande di brevetto l’idea che potremmo in futuro lanciare un prodotto”.

Un software di Googfle spierà i documenti e le e-mail in ufficio?
Un software di Googfle spierà i documenti e le e-mail in ufficio?
Autore: ITespresso
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