Privacy, Google scende a patti con la Ue

Autorità e normativeSorveglianza

La durata della conservazione dei dati potrebbe calare a un anno e mezzo
invece del periodo, precedentemente proposto, fra 18-24 mesi

Dopo il tanga su Google Maps e le indignazioni globali, ma soprattutto dopo la maglia nera conferita da Privacy International, Google fa qualche passo indietro e cerca di scrollarsi di dosso il marchio, poco lusinghiero, di azienda troppo disinvolta con la privacy online. E scende a patti con l’Unione Europea. La Ue aveva già sollevato perplessità sulla durata di conservazione dei dati personali registrati da Google: il motore di ricerca aveva risposto che era disposta a scendere a un periodo compreso tra i 18 e i 24 mesi per lo stoccaggio di questi dati identificativi. Ma dopo il ciclone privacy delle ultime settimane (anche se avvenuto in ambiti extra Ue), Google decide una mossa più in sintonia con la sensibilità europea:Google può tagliare i tempi di conservazione dati a un anno e mezzo. Sembra però il rilancio al ribasso definitivo di Google: la BigG spiega per lettera al “Gruppo di lavoro sull’Articolo 29 per la protezione dei dati” di Bruxelles che, sotto questa soglia di 18 mesi, verrebbero messi a rischio gli stessi servizi di Google. Google spera con questa mossa di mettere a tacere i dubbi dei garanti della privacy dei 27 paesi Ue sulla capacità dell’azienda di rispettare le norme dell’Unione europea sulla tutela della privacy. Il Gruppo di lavoro sull’Articolo 29 aveva chiesto a Google d i rispondere entro la metà di questo mese. Vedremo come procederà il botta e risposta per tutelare la riservatezza dei consumatori europei sulla galassia Google.

Autore: ITespresso
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